Rosso di Montalcino 2008

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2014


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: POGGIO DI SOTTO – Collemassari
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Che Poggio di Sotto sia passato di mano è cosa risaputa, sono trascorsi ormai due anni e mezzo. Piero Palmucci ha venduto la sua prestigiosa azienda ilcinese ai fratelli Maria Iris Bertarelli e Claudio Tipa, già proprietari di ColleMassari a Montecucco e Grattamacco a Bolgheri. Si è trattato indubbiamente di un colpaccio, ben pagato ma pur sempre un eccellente investimento, la fama di questa azienda, conquistata in poco più di venti anni di attività, la pone fra le più autorevoli e rappresentative nell’area di Montalcino. A comporre uno straordinario Brunello di Montalcino ha contribuito anche il compianto Giulio Gambelli, al fianco dell’enologo Federico Staderini, tuttora parte attiva in azienda. Claudio Tipa ci assicura che la filosofia non cambierà, qui si è da sempre lavorato in biologico, nel rispetto dell’ambiente, del resto è difficile immaginarsi un comportamento diverso osservando lo straordinario paesaggio che circonda Poggio di Sotto, che da solo spiega già in parte perché su questa terra nascono dei vini così strepitosi. E parlo al plurale non a caso, perché a mio avviso il Rosso di Montalcino 2008 è un piccolo capolavoro, se non ci fosse il Brunello a offuscarne la grandezza, metterebbe in riga parecchi fratelli maggiori. Del resto questo eccellente sangiovese si fa ben due anni in botti di rovere di Slavonia e non viene filtrato, e nel calice trasferisce sensazioni davvero emozionanti. Bevuto a cena da Metamorfosi a Roma (scelto accuratamente dalla copiosa carta dei vini) ha lasciato i miei amici semplicemente stupefatti, estasiati. Avendolo già assaggiato in anteprima, sapevo bene che li avrei lasciati senza parole, se non lo sai non pensi che sia un Rosso ma un notevolissimo Brunello. La sua forza è nella purezza dei profumi, nell’integrità del frutto, nella travolgente beva, che ha il potere di farti cambiare umore, non puoi ignorarlo, neanche davanti agli straordinari piatti di Roy Caceres. Certo il prezzo è elevato per il cosiddetto “secondo vino”, siamo sopra i 40 euro in enoteca, ma accidenti se li vale! Perché un sangiovese così bello, così vivo, così irresistibile non è mica tanto frequente. Certamente in questo caso, se non potete permettervi di tirar fuori un testone per il Brunello, puntare a questo Rosso, credetemi, è un’ottima scelta, e non è un ripiego, perché è un vino di grande personalità, con una sua anima e un fascino davvero invidiabile.

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