Roero Arneis Vigne Sparse 2011

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@
Data degustazione: 01/2013


Tipologia: DOCG Bianco
Vitigni: arneis
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: ALMONDO GIOVANNI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Nella storia vitivinicola del Roero l’arneis occupa un ruolo fondamentale, basti pensare che negli ultimi 15 anni la superficie vitata è andata via via aumentando, mentre quella del nebbiolo da Roero Docg è rimasta più o meno invariata. Tanto per citare qualche dato: nel 1997 la superficie totale iscritta per la produzione del Roero Arneis era di 410,7 ettari, mentre nel 2010 ha toccato quota 694,3. Di contro gli ettari vitati a Roero nel 1997 erano 211,4, l’anno successivo hanno subito un brusco calo scendendo a 187,6 per poi risalire lentamente fino al 2008 con 198 ettari e ridiscendere a 195,8 nel 2010. Quindi il rapporto superficie vitata fra Roero Arneis e Roero è di oltre 3,5 a 1, ma la forbice va ulteriormente allargandosi se confrontiamo la produzione di bottiglie, che nel 2010 era di 5.090.805 per il Roero Arneis e di 768.888 per il Roero. Questi dati per farvi capire quanto questo vitigno a bacca bianca sia apprezzato, nonostante il Piemonte sia regione nota soprattutto per i grandi vini rossi, d’altronde ha anche dalla sua un prezzo decisamente conveniente che ne favorisce una buona diffusione commerciale. L’arneis ha vissuto, soprattutto tra la fine degli anni ’90 e il decennio successivo, un periodo di sperimentazione da parte di numerosi produttori, vinificazioni diverse dal consueto, uso del legno, con l’intento di ottenere un vino più strutturato e longevo, alcuni con esiti interessanti altri meno. Di fatto, come spesso accade, ci sono divergenze di vedute, anche da parte dei degustatori, in linea di massima la preferenza va all’arneis tradizionale, beverino, ideale come aperitivo, come compagno di lumache fritte o degli svariati antipasti della cucina roerina. Certamente Domenico Almondo ha scelto la direzione a lui più congeniale, anche valutando ciò che le sue vigne sono in grado di offrire, così ha prodotto due vini con caratteristiche differenti. Il Vigne Sparse proviene da un suolo ricco di sabbia, argilla e limo, subisce una vinificazione sulle fecce fini per alcuni mesi in acciaio. Questo gli garantisce un carattere definito pur rimanendo un vino, cosiddetto, di “pronta beva”. Nel calice appare giallo paglierino vivace con venature verdognole, ci dona un bouquet di tutto rispetto, molto floreale al primo impatto, per poi schiudersi a toni di mela golden, susina, nespola, fieno ed erba tagliata, con qualche spunto agrumato sul finale. Al palato la freschezza di cui è paladino intona un gusto equilibrato ed in simbiosi con il frutto, mostrando quella leggera rotondità e maggior spessore che sono in gran parte merito della sosta a contatto con le fecce. La tipicità è lì, rassicurante ma non prevedibile, ha la sua personalità e quel tocco di finezza che lo rende garbatamente suggestivo e godibile. Non lontano dalla quarta chiocciola.

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