Roero Arneis Piasì “Produzione limitata” 2005

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 07/2006


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: arneis
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: BATTAGLIO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Questa selezione di arneis, che conta su sole 600 bottiglie nel pregiato formato “Albeisa”, ha una concezione assai diversa dall’altro “Piasì”; qui la vinificazione, non ho a disposizione alcuna scheda del vino, ma penso di poter dire che prevede fermentazione e affinamento in barrique, lo si intuisce già dal colore assai più intenso, decisamente dorato, ma anche dai profumi che evidenziano le note vanigliate e di frutta esotica. Ricordo quando, quattro anni fa, ebbi occasione di assaggiare una serie di Roero Arneis sperimentali (di Funtanin, Deltetto, Malabaila, Negro e altri), alcuni dei quali mi lasciarono assai perplesso, troppo sovrastati dal piccolo legno nonostante avessero numerosi anni sulle spalle. Per carità, è giusto fare prove e saggiarne i risultati, ma indubbiamente l’arneis non è lo chardonnay e bisogna andarci piano se non si vuole perderne completamente le caratteristiche varietali. Il Piasì, ora giovanissimo, sembra avere trovato comunque una certa misura, perché dietro quell’impatto iniziale che richiama senza dubbio la presenza del legno, si affacciano i classici profumi varietali, solo un po’ più “dolci” e maturi, ma pur presenti e riconoscibili. Certamente è un vino che andrebbe riassaggiato fra almeno un paio di anni, la struttura glielo consente, ma al palato manifesta già un gran carattere e un equilibrio legno-frutto quasi da manuale; sensazioni che si accentuano man mano che la temperatura si posiziona su una gradazione più adeguata a questa tipologia (attorno ai 14° C). Ed ecco che il vino acquista una sua identità, una personalità e originalità espressiva che non possono non destare interesse. Siamo ovviamente lontani dal classico Arneis fresco, quasi acidulo, di pronta beva, come da sempre ci è dato conoscerlo; qui c’è maggiore potenza, alcolicità e complessità, ma il vino non ne esce appesantito, solo diverso. Non a caso si tratta di una selezione di poche bottiglie, mirata ad un pubblico ben preciso, certamente abituato ad apprezzare vini bianchi di corpo, capaci anche di evolvere e reggere bene nel tempo. Il mio desiderio di chiarezza mi ha spinto a telefonare a Gianluca Battaglio, che ha confermato le mie supposizioni, si tratta di un vino ottenuto dalla fermentazione in barrique sulle fecce nobili, alla sua seconda prova, fortemente voluto da Gianluca proprio per verificare se è possibile trovare un equilibrio tra un’uva certamente delicata come l’arneis e il caratello, con l’obiettivo di preservare le caratteristiche del vitigno e allo stesso tempo donargli maggiore spessore e ampiezza espressiva. Direi che questa prova lascia ben sperare, lo dice uno che non ama il vino dove la barrique è preponderante. Vale la pena passare a Vezza d’Alba per acquistarla, anche perché il prezzo è davvero onesto.

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