Pignacolusse 1999

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2003


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: pignolo
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: JERMANN
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Silvio Jermann è un grande vignaiolo e un instancabile sperimentatore. Conosciuto come uno dei più grandi bianchisti italiani, ci ha entusiasmato più volte con il suo Vintage Tunina, un assemblaggio esemplare di pinot bianco, malvasia, ribolla, sauvignon e picolit. Ma altrettanto meritevoli sono sempre stati il Capo Martino da tocai friulano e pinot bianco, il Where the Dreams Have No End, ridimensionato poi con grande senso dell’humour in Were Dreams, Now it is Just Wine!, unico vino non ottenuto da assemblaggio, bensì da solo chardonnay. Poteva accontentarsi? Certamente no. Ed ecco che, dopo alcuni anni di sperimentazione sul pignolo, un’altra uva cresciuta in Friuli da tempo immemorabile, questa volta a bacca rossa, l’incredibile Silvio mette in piazza un vino rosso davvero straordinario, da lui denominato Pignacolusse, dando dimostrazione ancora una volta delle sue eccezionali doti di viticoltore. Il colore intenso e concentrato, rosso rubino con leggeri riflessi granati all’unghia, ci fa immediatamente capire che si tratta certamente di un vino importante e strutturato, impressione suffragata dalla densità e grassezza espressa dal liquido durante l’avvinamento e dalla formazione di fitti archetti e lacrime rigonfie e decisamente lente nel ricadere. Al naso mette in risalto la sua personalità, affascinandoci con sensazioni di frutta rossa succosa, in parte tendente alla confettura. More, mirtilli, amarene sono solo alcuni dei piccoli frutti che si possono ritrovare all’olfatto, arricchiti da eleganti sfumature balsamiche e minerali, da una piacevole sensazione tostata, cannella e altre spezie in formazione. In bocca è giovane, ottimamente strutturato, con i tannini ancora forti e aggressivi, in parte provenienti dal legno, un buon apporto di acidità e sapidità, il frutto appena acerbo e bisognoso di arrotondarsi, ma certamente ricco di polpa. La persistenza è lunga e corrispondente, con note di visciola e liquirizia, ancora una volta arricchite dai toni balsamici. Un vino che darà risultalti superiori fra 3-4 anni, ma che già ora mostra un grande carattere e notevoli capacità di invecchiamento.

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