Piemonte Bonarda Rioglio 2006

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@
Data degustazione: 02/2008


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: bonarda
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: RINALDI – Azienda Agricola di Andrea Rinaldi
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 5,00 a 7,50 euro


Ci sono ancora aziende che, pur non dispensandosi di tecnologie moderne, non hanno rinunciato a produrre etichette legate alla tradizione, vini che fino a qualche tempo fa erano compagni inseparabili della buona tavola e della cucina locale. Poi le mode, il mercato, i cambiamenti profondi nel gusto, le innovazioni in campo alimentare, l’avvento di chef che sono passati direttamente alla chimica, i vini sempre più concentrati, la ricerca esasperata di uno stile estremo che ha finito per uniformare e appiattire la straordinaria varietà di prodotti di cui dovremmo andare fieri, hanno inciso profondamente sulle scelte dei produttori, che progressivamente hanno rimosso o trasformato quei vini che non riuscivano più a trovare sbocchi per essere apprezzati. Vini che non sono stati dimenticati in quanto poco significativi ma semplicemente perché la spinta mediatica verso altre tipologie costruite in punta di bacchetta da enologi di grido, ha finito per metterli all’angolo, accantonarli. Eppure questi vini sono profondamente legati al territorio, alla cultura e alle usanze del posto. Oggi, poco alla volta, si sta riscoprendo ciò che già sapevamo, che certi vini sono necessari perché rappresentano al meglio la nostra storia e il nostro vivere quotidiano, e spesso ci regalano momenti spensierati, preziosi, occasioni di respiro e distacco, seppur breve, da una vita non facile e fin troppo nevrotica. La Bonarda Rioglio impersona perfettamente questo respiro, fresca e invitante, dal colore rubino macchiato di porpora, naso assolutamente schietto e caratteristico, non pretestuoso ma di frutto croccante, imperniato su toni di amarene e ciliegie, ma capace anche di un guizzo pepato molto stimolante. Il sorriso viene naturale nel sentirne la freschezza e la tenue spinta tannica, il leggero residuo carbonico pulisce perfettamente le papille, lasciando una leggera, piacevolissima sensazione ammandorlata e fruttata, che non accenna a diminuire.

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