Ovada Ottotori 2008

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2010


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: dolcetto
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: FORTI DEL VENTO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Progettare un dolcetto che abbia una struttura e una personalità fuori dai canoni classici non è facile, ci sono alcuni rischi che vanno considerati, come ad esempio trovarsi di fronte ai numerosi detrattori che sono convinti che esista un solo dolcetto, vinoso e beverino, poco alcolico, non fatto per invecchiare ma per essere goduto entro uno, massimo due anni dalla sua uscita. C’è anche chi ritiene ci siano fin troppi vini pretestuosi, che mirano a potenze e complessità che non gli appartengono, mentre il vino quotidiano da tutto pasto va mantenuto ed è prerogativa di certe tipologie storiche. Abbiamo visto a partire dagli anni ’90 nascere Barbere iperconcentrate, con gradazioni in grado di competere con il Barolo, ma molti vini, sia rossi che bianchi, hanno subito delle metamorfosi un po’ ovunque; i produttori sono stati stimolati da guide e mercati che premiavano certe tipologie, opulenza e potenza sono state per almeno un decennio parametro necessario per essere considerati. E’ successo con il Chianti Classico, con il Brunello di Montalcino, con gli stessi Barolo e Barbaresco, con il Bardolino, il Valpolicella, con i vini siciliani, campani, persino umbri. Poi, poco a poco, questo comportamento estremo si è andato affievolendo, le numerose vendemmie hanno insegnato ad usare meglio i piccoli legni, alcuni sono tornati a dare priorità ai vitigni autoctoni, altri meno. Fa parte del gioco. Quello che conta è che chi produce il vino con le proprie mani, faccia il vino che “sente”, che lo rappresenti e non un modello in voga in quel momento. Tomaso Armento e Marco Tacchino sono giovani, hanno cominciato da poco, quindi non hanno vissuto quel periodo caotico, i loro vini sono frutto di un progetto che nasce da una loro personalissima visione, ed è in quest’ottica che vanno inquadrati i loro prodotti, come questo Ottotori, un dolcetto invecchiato un anno in tonneaux a tostatura leggera, dal colore viola melanzana e un profumo intenso e accattivante che si diffonde con facilità nell’ambiente circostante. Frutta in confettura, marasca, amarena, lampone, prugna, ammantate da quella gioiosa vinosità che è patrimonio indissolubile e fondamentale di questo vitigno, con in più una leggera cremosità che sa di velluto, dolce e suadente, tanto da richiamare sfumature di cipria. L’assaggio rivela un tannino quasi nebbioleggiante, di una grana fine ma nervosa, un’acidità vibrante che offre un perfetto sostegno al frutto evitando scivoloni verso stucchevoli dolcezze, un finale di buona ampiezza e persistenza con leggera chiusura amaricante. E’ indubbiamente più impegnativo nella beva, si sente la maggior materia e la forza alcolica, del resto proviene da piante di oltre 35 anni, che gli donano una complessità e una ricchezza indubbiamente superiori alla media della tipologia.

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