Myrto 2000

Degustatore: laVINIum Valutazione: @@@@
Data degustazione: 08/2002


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: chardonnay 40%, sauvignon 40%, pinot bianco 20%
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: FORADORI – Azienda Agricola Foradori
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Il Campo Rotaliano, in provincia di Trento, è una piccola piana alluvionale formata nei millenni dai detriti trascinati dal fiume Noce, detriti di ciottoli calcarei, granitici, ghiaiosi; terreni ostici per altre coltivazioni ma ottimi per la vigna, quella che soffrendo un po’ regala, si fa per dire, uve migliori. E’ la terra del teroldego, un vitigno che si alleva da secoli in questa piana ed in nessun’altra parte al mondo, vitigno del quale Elisabetta Foradori è probabilmente la migliore interprete in assoluto. Oggi di Elisabetta assaggiamo un bianco che da qualche anno è in continua crescita, ottenuto in questo caso da uve bianche più internazionali, coltivate pur sempre nel Campo Rotaliano, vinificate in parte in acciaio inox ed in parte in carati di rovere: il Myrto. Si presenta di un colore vivacissimo, giallo paglierino con netti riflessi verdolini, vivace e nello stesso tempo composto nel bicchiere, che alla rotazione resta patinato e forma archetti di buona fittezza i quali, rattrappendo, scendono in lacrime ben larghe. All’olfatto è intenso e squisitamente verace; il sauvignon si fa apprezzare con la sua base vegetale di foglia di pomodoro tendente al gustoso peperone giallo e lo chardonnay ed il pinot bianco non sono da meno, affiancandosi ad esso con profumi fruttati dolci e quasi esotici di cedro e di ananas maturo. Una punta ancora dolce di vaniglia, molto discreta, sopportabile anche dai puristi del ‘niente legno per favore’ e, dopo l’ossigenazione, eleganti note minerali, bianche e gessose, finissime come il contesto olfattivo tutto. Sotto al palato sa conciliare come pochi vini vivacità e struttura, grasso, di apprezzabile tenore alcolico ma nello stesso tempo freschissimo di acidità, succoso e ben sapido, caratteristiche che rendono la beva tanto piacevole quanto scorrevole. Il finale è fruttato e dolce, lungo, e termina con le note minerali di cui sopra… ‘ancora un goccetto per favore’. L’eccellenza assoluta è a nostro avviso sfiorata, forse solo rimandata a posteriori, dopo una maturazione di almeno un paio d’anni che stimiamo non possa far altro che migliorare questo Myrto, non biasimeremmo chi la concedesse già da subito. Servitelo fresco, a 10° circa, in calici per vini bianchi dai sentori olfattivi accentuati, stappando al momento di servire ed abbinandolo a preparazioni di pesce, anche affumicato quali salmone o pesce spada affumicato, primi piatti quali pennette al salmone, risotto alla pescatora e pesci alla griglia, lo sgombro in particolare che ha un sapore tutto suo, conditi con salse mediterranee alle erbe fini.

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