Morellino di Scansano CapatostA 1999

Degustatore: laVINIum Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2001


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: sangiovese 95%, alicante 5%
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: POGGIO ARGENTIERA – Azienda Agraria Poggio Argentiera
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Esame visivo: Quasi cristallino, rosso rubino con riflessi nero-violacei, ben concentrato e ben poco trasparente, compatto e composto nel bicchiere, allo scuotimento si attacca bene alle pareti lasciandole tinte di rosa e formando archetti abbastanza fitti che scendono in lacrime decisamente larghe e molto lente: pienamente consistente. Esame olfattivo: L’impatto è subito intenso, dopo una lieve vinosità iniziale, si apre a profumi floreali di viola e ciclamino, poi a frutti di bosco via via più scuri, dal corbezzolo delle pinete maremmane, alla ciliegia fino alla visciola matura e visciola sotto spirito, in lenta progressione che va di pari passo con l’ossigenazione. Note tostate di cacao appena torrefatto ben si mescolano al frutto che comunque resta in primaria evidenza. Speziature dolci e suadenti di liquirizia dolce, noce moscata e poca vaniglia. Per finire, dopo lungo conversare attorno ai bicchieri e lunga ossigenazione, altre note tra il dolce ed il balsamico si aggiungono alle sensazioni fin qui provate: cuoio, caramella inglese (sì… l’Alicante), eucalipto e resine. Elegante, potente, complesso. Esame gustativo: Secco, abbastanza caldo/caldo, abbastanza morbido, di vivace nerbo acido che rende il vino abbastanza fresco ed anche qualcosa di più, il tannino presente in grande quantità è veramente difficile da tenere a bada e si fa notare molto più di quanto non facesse nella vendemmia scorsa, allora “arrotondato” dalla forte componente glicerica. Possente tra lingua e palato, per niente stancante, per via della prevalenza delle componenti fresche e dure quali acido e tannino, che ci fanno prevedere una positiva evoluzione. Finale lungo, di frutta sotto spirito e tannico di cacao polveroso, quasi minerale. E’ meno appagante del suo predecessore, si ha voglia di rinnovare la beva. Sfiora l’eccellenza. Stato evolutivo: Quasi pronto. Giudizio finale: Ci riavviciniamo dopo un anno a questo Morellino pensando di conoscerlo, e ne troviamo uno quasi inedito, segno di come la natura, anno dopo anno, ci sappia porgere i suoi frutti in modo diverso: fresco, fragrante, dal frutto rosso e quasi croccante almeno in fase iniziale, il cioccolato è ora cacao, il Mon Cherì è diventato una miscela di visciole mature e cacao in polvere… Ma qualcosa di dolce e suadente è sempre presente in questo Morellino, qualcosa di dolce che ci ricorda l’Alicante, il cui mosto/vino avemmo il piacere di assaggiare in fase di fermentazione avanzata nelle cantine di Gianpaolo Paglia: ancora porpora, dolce di caramella all’amarena, per niente trasparente, in un bicchiere del tipo “impitoyable”. Per il rispetto della tipicità e la più agevole individuabilità e conseguente soddisfazione di chi li beve, tutti i Morellini dovrebbero contenere una percentuale di Alicante, vitigno storico da queste parti (vedi l’incontro con il produttore: PoggioargentierA), che permette di ben distinguere questi vini dal resto dei Sangiovese di Toscana. Questo CapatostA, decisamente di registro più fresco rispetto al ’98 sicuramente per via del differente clima dell’annata, ha tannino nel complesso già piacevole, ma un po’ meno rispetto al tannino dello scorso anno, che può e deve ancora migliorare. Più longevo del suo predecessore, inizieremmo a berlo tra un anno o due e ne prevediamo una positiva evoluzione anche fino al 2010. Da servire in bicchieri importanti, da Brunello o Syrah. Abbinamenti: Da adesso e per qualche anno con piatti cucinati di carne di manzo con intingoli, carni in umido ed erbe, carni grasse quale maialino al forno con patate, caciotte senesi non troppo stagionate. Dal 2005 in poi, selvaggina da pelo o anche da piuma proposta in qualsiasi maniera, carne bufalina saporosa e formaggi a media stagionatura.

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