Lessona San Sebastiano allo Zoppo 2001

Degustatore: Fabio Cimmino Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 03/2007


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo 90%, vespolina 10%
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: TENUTE SELLA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


E’ ormai un’etichetta di riferimento – non solo più – per il nord Piemonte e la sua denominazione d’origine ma per tutti gli amanti ed appassionati di nebbiolo. Ho assaggiato questo vino insieme ad altre persone tra cui un amico cuoco praticamente “neofita” in fatto di vini. Ed è stata proprio questa simpatica, inattesa, presenza che mi ha spinto a fare alcune riflessioni, spero, interessanti anche per chi ci legge. Appena versato nel bicchiere il colore appariva quasi scarico, nonostante una brillante viva lucentezza, sicuramente trasparente e con riflessi, palesemente, aranciati. Per me che conosco la tipologia nulla di più normale mentre nello sguardo del “neofita” ho subito notato una sorta di delusione che stava lentamente, e subdolamente, trasformandosi in un vero e proprio giudizio preventivo e negativo prima ancora di aver portato il calice al naso. Cercando di evitare di suggestionarlo e condizionarlo in senso opposto ho voluto distrarlo per un attimo e, comunque, introdurlo, pur per sommi capi, a quel territorio. Siamo nel cuore del nord del Piemonte in condizioni pedo-climatiche del tutto particolari. Un rosso nordico, dunque, che non può avere il calore, la concentrazione, la densità cui siamo abituati con i nostri rossi del sud e cui ci hanno abituato con presunti “super-wines” provenienti da ogni dove d’Italia. Vini, quest’ultimi, che hanno allontanato (e nel caso di molti “neofiti” hanno finito, probabilmente, spesso col rappresentare l’unico modello conosciuto e riconosciuto, nda) il consumatore da concetti quali: eleganza, finezza, aristocratica austerità. L’hanno allontanato da questi concetti e, di conseguenza, dai vini espressione di una siffatta filosofia-tipologia produttiva. Il San Sebastiano allo Zoppo offre uno spettro olfattivo ampio e complesso che, ai muscoli e all’intensità del frutto o del rovere, preferisce aromi sottili e delicati, un caleidoscopio di sfumature che si rincorrono offrendo un continuo susseguirsi di sensazioni. Così le note di frutta dolce si inseriscono ed alternano in un quadro di assoluta piacevolezza tratteggiato da persistenti note floreali e sentori, nitidamente, minerali. Il palato è un esempio di estrema coerenza gusto-olfattiva con un finale ricco e lungo segnato da tannini setosi, spiccata acidità ed una netta verve sapida. Sono sicuro che l’amico “neofita” avrebbe voluto dire questo ed altro… se non a parole mi ha, infatti, convinto la richiesta di portarsi a casa quel poco che rimaneva di questa straordinaria bottiglia. Un vino da abbinare a qualche grande, ancorché misconosciuto, formaggio stagionato della mia Campania felix come un ottimo conciato romano dell’alto casertano.

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