Lessona 2000

Degustatore: Alessandro Franceschini Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2005


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo 75%, vespolina e bonarda 25%
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: TENUTE SELLA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Strano imbattersi in bottiglie del genere nella grande distribuzione, sia per la tipologia, non particolarmente commerciale e nota, sia per il produttore, poco conosciuto al grande pubblico: il Lessona di Sella 2000 (chiamiamolo il prodotto “base”, anche se riduttivo, comunque da non confondere con il cru San Sebastiano allo Zoppo), ed al suo fianco, sullo stesso scaffale, addirittura il Bramaterra 2000, sempre della stessa azienda! Prezzo, in entrambi i casi, interessante, circa 12 euro. Strano perché già non è facile trovare in enoteca i cosiddetti nebbioli minori, pensiamo a Gattinara e Ghemme soprattutto, per non parlare di Boca, Fara o Sizzano, figuriamoci i vini del biellese in questione, in un supermercato poi. Rapida osservazione dello stato di conservazione delle bottiglie, in questo caso vivamente consigliata, in quanto la rotazione di vini del genere nei supermercati è la stessa di noti champagne, oggi chiusi in simpatici armadietti con chiave da chiedere al direttore, cioè vicina allo zero; sembrerebbe ottima, il tappo è nella sua giusta posizione (spesso con sbalzi termici estivi il tappo tende a sollevarsi lievemente) ed il contenuto al giusto livello (anche in questo caso la sosta prolungata sullo scaffale, sotto la luce, fa si che spesso il livello del vino si abbassi lievemente ed il contenuto poi risulti sostanzialmente cotto, se non ossidato). Presi entrambi. Color granato con unghia aranciata, di bella trasparenza e luminosità. Si apre lentamente al naso, prima con i fiori rossi, rose e viole, poi…poi bisogna aspettare, almeno una mezzoretta abbondante, senza fretta, ed il vino, già molto godibile, si apre, mostrando una notevole complessità. Spezie fini, pepe, cannella e chiodi di garofano, erbe officinali, china in particolare, ed una buona nota minerale. In bocca ha una straordinaria bevibilità, con una lieve predominanza di tannini, acidità e sapidità, che lo rendono perfetto in abbinamento col cibo, nel nostro caso della polenta con un arrosto di reale di vitello. Buona corrispondenza col naso, così come la persistenza, non tale da gridare al miracolo, ma sufficiente per dirci che è stato un vero, grande acquisto dal punto di vista del rapporto qualità/prezzo, famigerata parola oggi abbondantemente abusata, dietro la quale, in realtà, spesso si celano ottimi prezzi per mediocri bottiglie. A questo punto ci attendiamo molto anche dal Bramaterra che proveremo a breve.

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