Lavandaia, Madre 2009

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2011


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: sangiovese, colorino, canaiolo
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: TENUTA DELLO SCOMPIGLIO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Buffo come nome di un vino, soprattutto per l’uso della virgola. Ma alla Tenuta dello Scompiglio la fantasia e l’arte sono di casa, quindi non c’è da stupirsi. Siamo sulle colline di Vorno, la tenuta occupa un’area di 200 ettari, dei quali 50 formano il nucleo principale. Il paesaggio lascia senza fiato, la villa è circondata da un parco secolare, intorno aree agricole e case coloniche, boschi e zone di transizione fra natura boschiva e antichi terrazzamenti che presentano un intervento di carattere architettonico. Oliveti, vigneti e frutteti rappresentano da sempre la coltivazione locale, anche se negli ultimi decenni era stata abbandonata e la natura aveva preso il sopravvento ricoprendo la superficie di rovi e pini. Come sempre avviene in questi casi l’ambiente si inselvatichisce e diventa disordinato, senza controllo, questo però non va imputato alla natura, ma è causato dalle scelte fatte dall’uomo in precedenza, che già avevano creato uno squilibrio. E’ per questo che allo Scompiglio Cecilia Bertoni ha dato vita ad un progetto per ripristinare un dialogo sia con l’ambiente attuale in tutti i suoi elementi naturali e architettonici, che con la sua storia, operando per lo scambio e la simbiosi, non per lo sfruttamento, alla ricerca di un ritrovato equilibrio dell’ecosistema. Importantissimo l’impegno dedicato all’ottimizzazione delle risorse energetiche, attingendo a quanto l’ambiente è in grado di offrire, sole, acqua piovana, sorgenti naturali, come ci racconta Massimo Bottega “L’energia solare è utilizzata indirettamente: essa fa crescere il bosco, dalla cippatura del legname di taglio si ottiene il combustibile che alimenta la centrale termica per la produzione di acqua calda. Sarà utilizzata direttamente mediante un impianto fotovoltaico in fase autorizzativa. L’acqua di sorgente alimenta il sistema idrico potabile e una parte dell’acqua piovana è utilizzata mediante sistemi di stoccaggio per usi non potabili. Gli edifici della parte alta sono isolati e saranno dotati di sistemi autonomi di approvigionamento energetico, solare fotovoltaico e solare termico, e idrico. Si è proceduto ad ottimizzare termodinamicamente il sistema edificio-impianto migliorando ove possibile le caratteristiche di isolamento degli elementi edilizi e sfruttando le caratteristiche di climatizzazione “naturale” degli edifici storici che per le loro tipologia costruttiva sono dotati di elevata inerzia termica. Le case della zona di monte sono state denominate “Attive” o ad energia positiva in quanto sono costruite con isolamenti termici tali da ridurre a valori minimi il consumo energetico e sono in grado di produrre più energia di quanta ne consumino”. Interessante no? Ma veniamo al vino, il primo prodotto e imbottigliato dalla Tenuta, Lavandaia Madre 2009, ottenuto rigorosamente da uve locali, sangiovese, colorino e canaiolo, seguito dal bravo enologo Claudio Gori (che tanto per ricordarvi, offre il suo contributo a varie aziende toscane, fra cui Sanlorenzo di Luciano Ciolfi, ma anche nel Lazio sta lavorando magnificamente per le Cantine Lupo, di cui abbiamo recensito recentemente alcuni prodotti davvero interessanti). Per essere una prima annata, dimostra di avere già stoffa da vendere e ottime potenzialità evolutive; nel calice si rivela di colore rubino di buona intensità ma senza la presunzione di non farsi attraversare dalla luce, le venature purpuree gli dànno un aspetto invitante. Una bella espressione di frutti di bosco invade subito la zona intorno al calice, dalle ciliegie e amarene ai lamponi maturi, non trascurando piacevoli sfumature di rosa e viola, il legno appare ben integrato, si intuisce la dolcezza tra pennellate di erbe aromatiche e macchia. Al palato si propone già equilibrato, con un tannino soffice e una sapidità incisiva, la freschezza fa da contraltare alla polpa dolce e saporita rendendo il vino pericolosamente gustoso. Finale di buona lunghezza con accenti di liquirizia e cannella.

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