Lanò 2014

20160208163900_lano_2014Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@

Data degustazione: 02/2016


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: nerello calabrese, castiglione e altri vitigni locali
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: FRATELLI TRACLO’
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Lo so, ed è anche giusto che lo pensiate, ha senso raccontare di un vino praticamente introvabile, a meno che non si vada dal produttore o, quantomeno nella sua città a cercarlo? Ha senso, come aveva senso per Mario Soldati e Gino Veronelli, e non solo per loro. Tranquilli, non ho nulla a che vedere con loro né come narratore né come conoscitore di vino, ci mancherebbe, ma credo che sia grazie alle piccole realtà che hanno raccontato durante i loro viaggi, che si è potuto comprendere davvero quante storie e quante meraviglie ci siano nei posti più reconditi del nostro Stivale. E Bova è sicuramente uno di questi, dove dimora una piccola vigna di circa un ettaro, ad un’altitudine di ben 700 metri, con alle spalle l’Aspromonte e di fronte il mare. E’ qui che i fratelli Traclò hanno deciso di dare vita al Lanò, termine greco-calabro di origine dorica che indica il caratteristico palmento dove veniva pigiata l’uva. Un rosso Igt Palizzi, ottenuto da nerello calabrese, castiglione e altri vitigni presenti nella vigna, fra cui, come mi ha confidato Bruno Traclò, anche qualche uva bianca. Poco più di duemila esemplari, quindi certamente raro, ma varrebbe la pena segnarselo e mettere in agenda una visita in quell’area in provincia di Reggio Calabria dove stanno nascendo molte realtà interessanti. La 2014 è la terza annata prodotta, ma forse la prima ad essere stata presentata pochi giorni fa a Vignaioli Naturali a Roma, l’evento organizzato da Tiziana Gallo (visto che, a causa dell’alluvione del novembre scorso, non è potuto venire a Terre di Vite). Le viti sono allevate ad alberello, non vengono fatti trattamenti, nemmeno con il rame, in questi luoghi non ce n’è bisogno, a parte qualche raro caso in cui viene usato un po’ di zolfo con la classica tanica in spalla. Ma al di là delle questioni tecniche, è un vino che strappa l’emozione e che ti fa capire qual è sempre stata la vera natura dei rossi calabresi, prima delle inevitabili influenze delle mode. Non stupitevi, quindi, se ha un colore tutt’altro che concentrato e violaceo, bensì rubino-granato facilmente attraversabile dalla luce, né se profuma di erbe marine e di una miscellanea di sensazioni che rimandano a toni salmastri e montani, il tutto non senza un chiaro approccio fruttato. Provatene un sorso e riceverete una straordinaria freschezza di sensazioni, dall’impatto deciso e prolungato, davvero persistente, difficile rimanere distaccati di fronte a tanta generosa piacevolezza. E sì, tocca andare a trovare questi due signori, anche perché non troverete neanche il sito internet o l’email, dovrete accontentarvi del classico telefono fisso per contattarli.

RECENTI

  • Maru Rosso

    Maru Rosso

  • Erbaluce di Caluso Passito Talin 2013

    Erbaluce di Caluso Passito Talin 2013

  • Igitì 2017

    Igitì 2017

Testata registrata presso il Tribunale di Roma (n. 146/09 del 4 maggio 2009) © 2000-2018 laVINIum.com - Tutti i diritti riservati E' vietata la copia anche parziale del materiale presente in questo sito. Il collegamento al data base della rivista è vietato senza esplicita autorizzazione della direzione editoriale.
Direttore Responsabile - Maurizio Taglioni / Direttore Editoriale - Roberto Giuliani