Langhe Nascetta 2011

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2012


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: nascetta
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: RIVETTO – Azienda Agricola Rivetto di Enrico Rivetto
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Vi ricordate il Langhe Bianco Matirè 2009? E’ stata la prima annata dedicata dai Rivetto al vitigno nascetta, di cui hanno un vigneto in comune di Sinio. Allora non era ancora prevista nel disciplinare della denominazione “Langhe” la possibilità di mettere in etichetta il nome di questa varietà, introdotta soltanto a dicembre 2010. Il Langhe Nascetta 2011, quindi, non è altro che quel Matirè rinominato col nome del vitigno. Della nascetta (si pronuncia separando la “s” dalla “c” e con la “e” semi-muta) ho parlato già molte volte, penso che ormai non solo gli addetti ai lavori, ma anche molti appassionati sappiano di cosa si tratti, sarò quindi breve nel rievocare i punti salienti della sua presenza in Langa. Il primo a produrla è stato Elvio Cogno nel 1994, che ha ricuperato le vecchie marze e ottenuto una vigna di 2 ettari con questa varietà originaria del comune di Novello, dove risiede l’azienda. Cogno ha anche brevettato il nome del vino prodotto, Anas-cëtta, come veniva chiamato dagli anziani di Novello. Anche l’azienda Le Strette, sempre a Novello, la produce da anni. E’ con i Rivetto nel 2005, e via via con altre aziende in questi ultimissimi anni, che il vitigno è uscito dal confine comunale per diffondersi in diverse zone della Langa. Alcune testimonianze storiche rivelano che, in effetti, il vitigno in passato era diffuso nell’Albese e arrivava fino a Mondovì. Infatti le prime notizie risalgono addirittura all’800, quando il Gagna la descrisse esaltandone le caratteristiche enologiche quando vinificata con le varietà favorita e moscato bianco. Il Di Rovasenda nel 1877 la riporta invece come Anascetta e la definisce “uva delicatissima e vino squisito”. Successivamente altri ampelografi ne citano la presenza e diffusione nel Cuneese, da Alba a Mondovì. E’ una cultivar che merita sicuramente una maggiore diffusione. La versione 2011 subisce una macerazione a freddo per circa 8 ore, dopo la fermentazione matura in acciaio per alcuni mesi. Nel calice appare di colore dorato chiaro luminoso, con sfumature che ricordano il colore della buccia matura. Al naso rivela subito una piacevole componente minerale, profuma di frutta bianca, in particolare pesca e susina, per poi aprirsi ad erbe aromatiche e fieno. All’assaggio presenta una struttura energica, fresca con un bel tappeto sapido che rende il gusto più complesso e coinvolgente; ottima persistenza, finale con spunti agrumati e pennellate di miele.

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