Langhe Bianco Matirè 2009

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@
Data degustazione: 09/2010


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: nascetta
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: RIVETTO – Azienda Agricola Rivetto di Enrico Rivetto
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Come tutti sanno il Piemonte viene considerato regione d’eccellenza per la produzione di vini rossi, merito in primis di quello straordinario vitigno che si chiama nebbiolo, ma anche delle numerose denominazioni che dànno vita a vini base barbera, dolcetto, freisa, vespolina, grignolino, pelaverga, uva rara, brachetto, le malvasie nere di Casorzo e Schierano, il ruché per citare i primi che mi vengono in mente. Questo non significa che non esista un Piemonte “in bianco”, anzi, non possiamo non riconoscere il ruolo fondamentale che ha svolto il moscato bianco, principalmente per la produzione degli spumanti dell’astigiano (ma si elabora con ottimi risultati anche in versione passita e più raramente secca). Nel Roero milita e affonda in radici lontane l’arneis; sempre nel Roero ma anche intorno a Canelli nell’Astigiano e nell’Alessandrino c’è la favorita. Nelle nordiche Colline Novaresi, nel Canavese e nelle Coste della Sesia regna sovrano l’ottimo erbaluce, di cui troviamo ulteriori interpretazioni in versione passito e spumante nella provincia di Torino, il cui cuore è il comune di Caluso. Nel Monferrato coinvolge numerose denominazioni e trova la sua migliore interpretazione nell’area di Gavi l’eccellente cortese. Rimanendo in tema “vitigni tipici del territorio” (perché in Piemonte si fanno anche ottimi vini bianchi con uve francesi), dalla fine degli anni ’90 è tornato in auge, soprattutto nel Tortonese, il timorasso, vitigno che in passato coinvolgeva anche l’area della provincia di Genova e in Lombardia quella di Pavia, con maggiore concentrazione intorno a Voghera. Infine, proprio nelle Langhe, e per la precisione nel comune di Novello (quindi in terra di Barolo), in un’area tanto ristretta da coinvolgere fino a pochi anni fa solo due aziende, Le Strette ed Elvio Cogno, c’è la nascetta, vitigno che sta dimostrando doti non comuni di originalità e qualità, in passato erroneamente confuso, per via del nome, con il Nasco, ma che recentemente è stato iscritto nel Catalogo nazionale delle varietà di vite come cultivar specifica. Proprio per le sue particolari caratteristiche se ne sta interessando un sempre maggior numero di produttori, ne ho parlato proprio con Enrico Rivetto che mi ha riferito che sono state acquistate numerose barbatelle che stanno provvedendo a riprodurre e impiantare, tanto che nel giro di qualche anno, con tutta probabilità, ci saranno quasi una ventina di aziende che la produrranno. Intanto i Rivetto hanno dato vita al Matirè, nascetta in purezza impiantata nel 2005 nel comune di Sinio. Prima annata da viti ancora giovani, giustamente senza uso del legno per consentire di apprezzarne le particolari caratteristiche. Presenta un colore giallo paglierino intenso con venature verdoline, all’olfatto si fa apprezzare per la varietà di profumi che alternano slanci floreali a toni agrumati di mapo, ananas, ribes bianco, che si mescolano a sfumature di miele di acacia e leggera banana, con chiusura di erbe aromatiche come santoreggia e timo. Al gusto è ovviamente molto giovane, ha una bella spinta acida che ne esalta la componente agrumata, con apporto di delicata speziatura e un finale di buona lunghezza, saporito, che stimola l’appetito. Vino che può evolvere bene e acquisire maggior carattere man mano che le viti raggiungeranno la maturità.

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