Isonzo del Friuli Pinot Grigio 2008

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@
Data degustazione: 06/2010


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: pinot grigio
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: DRIUS – Azienda Agricola Mauro Drius
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Non chiedetemi come i vini di Mauro Drius possano finire in un supermercato della provincia romana, per la precisione all’Ipersidis di Fiano Romano. La produzione totale di questa nota azienda di Cormòns ammonta a circa 70.000 bottiglie annue, suddivise in una decina di tipologie fra bianchi e rossi, quindi una media di 10.000 bottiglie per tipo, cifra che non giustifica la presenza nella GDO. La cosa mi stupisce ancora di più quando vedo che nello scaffale, oltre al Pinot Grigio, al Pinot Bianco e al Sauvignon, c’è persino il Vignis di Sìris, che è il bianco più importante prodotto dall’azienda. Non ho elementi per addentrarmi sulle ragioni di questa presenza, che ai fini della rubrica Vini al market è indubbiamente benvenuta, vista la difficoltà a reperire vini di qualità e soprattutto non ancora recensiti. Certo, a guardare il prezzo, 8,90 euro, non sembra particolarmente vantaggioso rispetto a quello in enoteca, ma direi comunque accettabile sapendo come lavora Drius e che i vini provengono dalle vigne di proprietà e vengono imbottigliati in azienda. Ben sapendo che questa cifra scoraggia la maggior parte dei frequentatori di supermercati, tanto più fuori Roma, voglio comunque verificare se questo Pinot Grigio ha qualcosa da raccontare e possa fornire sufficienti motivazioni a spingere i meno disposti a spendere per un vino a fare un’eccezione in questo caso. Sulla vocazione dell’area isontina per i vini bianchi direi che non ci sono dubbi, così come non ho dubbi, conoscendoli da tempo, sulla precisione e pulizia dei prodotti di Mauro Drius. Lo verso nel calice Riedel regalatomi da un adorato nipotino, che sa di questo mio malsano “vizio”, posso apprezzarne subito il colore paglierino vivace dai bei riflessi dorati. Non ha esitazioni a mostrare il suo bouquet di fiori, dove spuntano il tiglio e l’acacia per poi lasciare ampio spazio a una macedonia di frutti, dalla banana all’ananas maturo, dal melone invernale alla mela verde, con leggeri richiami agrumati di pompelmo. La bocca annuncia volume e struttura, una bella polpa e succosità, sapidità che si deposita con garbo lasciando sfumature gessose e minerali, finale morbido ma fresco, di buona profondità e lunghezza. Un vino che si gode senza fatica, in grado di confrontarsi con piatti di buona sostanza, sia a base di pesce che di carni bianche, come rombo al forno con verdure o scaloppine al prosciutto crudo. Tre chiocciole alte.

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