Il Futuro 2000

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2004


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: sangiovese 40%, cabernet sauvignon 40%, merlot 20%
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: IL COLOMBAIO DI CENCIO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Se mentre percorrete l’A1, da Milano a Roma e, ad un certo punto sentite il desiderio di prendervi una pausa, spinti magari dall’appetito e dagli splendidi paesaggi collinari che state ammirando una volta ridiscesi gli appennini, allora vi consiglio di uscire a Valdarno, prendere la direzione per Montevarchi e poi percorrere la via che porta a Gaiole in Chianti. Una volta superato il paese, seguite le indicazioni per il ristorante “Le Contrade”, che troverete un paio di chilometri più avanti, su una collinetta circondata da vigneti, disposta quasi frontalmente alla località Vinci. Il ristorante appartiene all’azienda Il Colombaio di Cencio, fondata nel 1994 in una delle aree più vocate e belle dell’intero territorio chiantigiano. Qui, da “Le Contrade”, potrete approfittare di una cucina gradevolissima e di quei vini che hanno reso famosa l’azienda. In particolare “Il Futuro”, un supertuscan che da alcuni anni si è affacciato prepotentemente sulla scena vinicola, mettendo in difficoltà anche i più acerrimi detrattori di questa tipologia. Ma provate a guardarvi intorno, a sentire gli odori di queste terre, ad osservare le ondulate colline circondate da vigneti magnificamente esposti, inoltratevi per le strade sterrate e scoprirete un piccolo lago, il lago di Vinci, dove gli unici suoni che si ascoltano sono quelli della natura, del gracidare delle rane, del volo degli uccelli, lontano da quell’autostrada trafficata, rumorosa e spesso pericolosa. Dopo aver passeggiato lungo quel lago, dopo che le vostre tensioni si saranno completamente dileguate come per magico incanto, preparatevi a degustare Il Futuro 2000, un assemblaggio di sangiovese, cabernet sauvignon e merlot, nella tipica “new tradition” chiantigiana. Preparatevi ad assaggiarlo senza prevenzioni, osservatene il colore rubino cupo e impenetrabile, eppure ricco di vivaci riflessi, accostate il calice al naso e percepitene la forza, l’energia, il terroir. Si, perché nel Futuro il terroir c’è tutto, non importa se il sangiovese occupa solo il 40% di questo vino, perché ne lascia comunque un’evidente traccia, perché il Futuro ha una propria personalità che lo distingue. Sentite le nuances fruttate di mora e ribes nero in confettura, di cioccolato fondente, grafite, accenni di cuoio e quella nota di rabarbaro che sembra contraddistinguerlo. Molto elegante e dai tannini quasi perfetti, sembra non soffrire neanche di quegli accenni amarognoli che nel finale comparivano nella precedente versione (1999). Grande è la componente minerale, che gli dona particolari suggestioni, lunga è la persistenza, distesa su un manto di frutto scuro e maturo. Il prezzo non è estremo (attorno ai 30 euro), segno di una grande correttezza da parte dell’azienda.

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