I CARPINI

Indirizzo: Frazione San Lorenzo – S.P. 101, 1 – 15050, Pozzol Groppo(AL)
Telefono: +39 0131 800117
Fax: +39 0131 1859657
WWW: www.cascinacarpini.it
Email: info@cascinacarpini.it


laVINIum – 12/2010
Il percorso che ha intrapreso sin dall’inizio l’azienda I Carpini, sita a Pozzol Groppo nell’area Doc Colli Tortonesi, nasce da un principio che dovrebbe governare il pensiero di tutti, il rispetto dell’ambiente in cui viviamo. Il fatto stesso che ci siano sempre molti opportunisti (detto in modo delicato) che, senza farsi alcuno scrupolo, sono pronti a spacciarsi per naturalisti quando si accorgono che questo può significare soldi facili, deve farci riflettere, non possiamo dare per scontato che ci sia una coscienza collettiva, che tutti tendiamo al vivere sano e onesto, altrimenti il mondo non sarebbe in mano all’industria.
Paolo Carlo Ghislandi non conduce né in modo biologico né biodinamico l’azienda, non la “vende” come bio, non ha certificazioni, ma ha ragionato seguendo una logica ben precisa, sin da quando, a fine anni ’90, ha deciso di investire tutte le sue energie ed aspirazioni nel vigneto: seguire l’andamento dell’ecosistema, in ogni suo aspetto. Cosa vuol dire? Semplice. Un territorio trova le condizioni migliori per esprimersi e svilupparsi in modo equilibrato e duraturo solo se considerato in tutte le sue componenti. Come una società che funziona, dove tutti hanno un ruolo e diventano indispensabili gli uni agli altri, e solo la somma dei componenti che formano la società dà il risultato migliore e l’armonia.
Come ci racconta Paolo: “Ad esclusione di un’unica vigna che era già presente sul territorio dal 1926, di cui abbiamo anche qualche tralcio in franco di piede, tutte le altre vigne le ho impiantate io a partire dal 1998 su terreni che erano a erba da almeno 15-20anni. Così ho potuto progettare ogni singola vigna tenendo in considerazione fattori ambientali e pedoclimatici quali forza e direzione del vento, clima, composizione del terreno, frequenza di precipitazioni, storicità parassitaria. La scelta delle varietà, della densità di impianto, della loro esposizione, del tipo di impianto e del suo orientamento è stata fatta in virtù di una visione olistica delle attività di vinificazione all’interno di un ecosistema equilibrato”. Per questa ragione l’azienda ha mantenuto il bosco che circonda le vigne a nord-ovest con investimenti addirittura superiori alle vigne stesse, poiché rappresenta una barriera naturale al trasporto di agenti patogeni, protegge dalle rigidità climatiche e fa da ricettacolo per la fauna predatrice di alcuni precursori di patologie della vite.
Continua Paolo: “Lo sforzo è inteso a creare le condizioni per le quali l’attività di vitivinicoltura si svolga in ambiente il più favorevole possibile al suo autoequilibrio, con conseguente abbattimento degli interventi diretti sull’uva o sul mosto. La stessa cantina è concepita per condurre fermentazioni spontanee controllate solo agendo sui fattori ambientali, non tutti i vini sono fatti così perché non tutte le annate e le fermentazioni lo consentono, ma l’impegno è teso a migliorare sempre”. Piena consapevolezza, dunque, senza per questo avere la presunzione di aver trovato la soluzione a tutti i problemi a cui ogni giorno la natura ci sottopone, ma un metodo sì, un sistema che migliora nel tempo, che si rinforza e impara a difendersi con i propri mezzi. “Le vigne sono state concepite (da qui nasce la nostra idea di vini d’arte) per dare ciascuna un vino solo e vengono vendemmiate e poi le uve fatte fermentare ciascuna nella propria vasca, senza alcun assemblaggio. Quindi il carattere del vino nascituro è già stato progettato e definito prima, all’atto dell’impianto selezionando e contando ad una ad una, ceppo per ceppo, le varietà da inserire nella vigna (esattamente come si faceva una volta). Vini d’arte dicevo… perché per farlo abbiamo fatto analisi sensoriale sulle bucce delle varietà di uva e sulle loro micro vinificazioni fino a riuscire a tradurre in “colori” le sensazioni di ciascuna. Ecco perché l’etichetta del Bruma d’Autunno ha quei colori ed il Sette Zolle ne ha altri, ogni bottiglia è un quadro dove vengono fuori le “tonalità” riferibili alla varietà presente ed alla sua misura… come i colori sulla tela”.
In cantina i tempi di maturazione, elevazione e affinamento non sono standardizzati, ma ad ogni nuova vendemmia seguono l’andamento e le necessità dell’annata: “…i vini devono divenire pronti senza forzature, e questo lo sanno solo loro e ce lo dicono solo loro…”. I risultati si possono toccare con mano, e non sono casuali, ma frutto di oltre un decennio di prove e sperimentazioni condotte su base scientifica e su base empirica. Se l’intero vigneto Italia fosse stato creato con questi presupposti…

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Chiaror sul masso Bruts.a.da 10 a 15 euro@@@@
Colli Tortonesi Barbera Sette Zolle2007da 7,50 a 10 euro@@@
Colli Tortonesi Barbera Superiore Bruma d'Autunno2005da 10 a 15 euro@@@@
Colli Tortonesi Barbera Superiore Falò d'Ottobre2006da 10 a 15 euro@@@
Colli Tortonesi Bianco Rugiada del Mattino2008da 7,50 a 10 euro@@@
Colli Tortonesi Timorasso Brezza d'Estate2008da 10 a 15 euro@@@@

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