Grignolino del Monferrato Casalese Bricco Mondalino 1999

Degustatore: laVINIum Valutazione: @@@
Data degustazione: 04/2002


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: grignolino
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: BRICCO MONDALINO – Azienda Agricola Bricco Mondalino
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 5,00 a 7,50 euro


Un altro di quei vini tipici della tradizione piemontese che, malgrado il loro apparire trasparenti, leggeri, beverini, senza pretese, serbano al loro interno un essere sì gradevoli, succosi e beverini, ma con una complessità, un’eleganza, una persistenza sorprendenti. I vini che ci regalano sensazioni di questo tipo sono in genere quelli a base di nebbiolo, in particolare quelli provenienti da alcune denominazioni del nord Piemonte, quelli a base di pelaverga, e quelli come il presente, a base di grignolino; nome che deriva probabilmente dal termine dialettale astigiano “grignòle”, nome dato ai vinaccioli di questa varietà, i cui acini ne contengono un numero elevato. L’origine del vitigno risale senz’altro alla zona del Monferrato, tra Asti e Casale, anche se si è poi diffuso in altre aree del Piemonte e della Lombardia, dove è conosciuto anche come Barbesino. Questo di Mauro Gaudio, titolare di una delle aziende guida della D.O.C. in questione, si presenta proprio come abbiamo preannunciato e sorprende proprio come sopra, neanche il prezzo di acquisto ci aiuta ad intravederne la bontà, proponendosi sul mercato con un prezzo sorprendentemente basso che ne fanno uno dei vini italiani dal miglior rapporto qualità/prezzo. E’ cristallino, trasparente, dall’aspetto poco concentrato, di colore rosso granato appena dissolventesi sull’unghia, insomma uno di quei vini che all’estero ed anche in Italia, vengono troppo spesso archiviati per così/così prima ancora di essere degustati approfonditamente… peggio per loro e per chi li ascolta. La grassezza però c’è, basta ruotare il bicchiere e la si avverte osservando i bordi del calice, grassi, e gli archetti che si formano, di buona fittezza, che scendono in lacrime larghe e lente. Al naso è di media intensità ma molto complesso: fruttato chiaro di ciliegia ravenna, di mela deliziosa e di frutti di bosco chiari quali ribes rossi e loro gelatina. Il tutto sembra emergere da un sottobosco umido di foglie e funghi. Con l’ossigenazione affiorano gradevoli speziature fresche di menta liquirizia ed appena piccanti di zenzero. La qualità olfattiva è finissima ed in bocca si conferma. Tutte le componenti sono ben amalgamate, la morbidezza prevista è ben contrastata da un nerbo acido bene in evidenza e da una media tannicità, appena astringente ma cortese. Il corpo si rivela pieno e gentile e l’aroma di bocca si prolunga in modo piacevole e coinvolgente per un tempo aldilà delle più rosee aspettative, di frutto chiaro e di spezie, appagante ma invitante. In questo Grignolino, l’essere parmenideo, l’etica socratica, la temperanza epicurea ed aggiungiamo pure un po’ di edonismo cirenaico, prevalgono sull’imperante estetica attuale; insomma il vignaiolo che lo ha prodotto ha badato più alla sostanza che alla forma, più all’essere che all’apparire… bene così. Godiamocelo a 16-18°, in qualsiasi momento del pasto, in calici per vini rossi morbidi di equilibrio gustativo. Accompagniamolo con antipasti italiani di salumi di selvaggina e crostini anche di fegato di volatile, primi piatti di sughi di carne, polente, secondi piatti di pollame, di faraona in particolare o ancora di volatile selvatico al girarrosto.

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