Ghiarètolo 2012

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 07/2015


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: merlot
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: SANTA CATERINA – di Andrea Kihlgren
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Andrea Kihlgren gestisce da oltre 30 anni l’azienda Santa Caterina, ereditata dalla famiglia, in comune di Sarzana. Sin dall’inizio si è reso conto che non era un impegno facile, sia per la situazione vitivinicola della zona, decisamente in crisi, sia perché l’obiettivo è stato da subito quello di lavorare nel rispetto della natura e dei suoi cicli, puntando al massimo rispetto ambientale. La biodinamica, quando supportata da convinzioni profonde e dalla consapevolezza che la natura va assecondata e non domata, va capita e non piegata ai nostri voleri, acquista pienamente significato e non è pura scelta ideologica. La forza di Andrea è nell’umiltà, nel suo rifiuto di dogmi e metodi prestabiliti, nella disponibilità a imparare ogni giorno qualcosa di nuovo, nulla è scontato, nulla è facile, il vino nasce prima di tutto in vigna, ed è da lì che dipende tutto. L’agricoltura l’abbiamo inventata noi, per necessità abbiamo iniziato ad usare macchinari, abbiamo seminato e coltivato secondo convenienza, spesso senza neanche accorgerci di stravolgere un ecosistema. L’obiettivo di Andrea è quello di andare nella direzione opposta, cercando un equilibrio fra le proprie esigenze e il contesto in cui lavora. Il Ghiarètolo è ottenuto da merlot, ovvero da una varietà alloctona, ma qui ha un senso, perché esisteva già in abbondanza nei vecchi vigneti del sarzanese ed ha acquisito caratteristiche proprie integrandosi perfettamente con il terroir, qui rappresentato da suolo abbondantemente ghiaioso e ciottoloso. Non aspettatevi, quindi, il “classico” merlot morbido e avvolgente, qui la storia è diversa, il clima, la terra, la mano di Andrea, fanno un’enorme differenza. Dopo la diraspatura e una pigiatura soffice, la fermentazione si attiva spontaneamente con lieviti indigeni in piccoli tini di acciaio aperti, dove periodicamente vengono effettuate follature e rimontaggi. La svinatura avviene in genere dopo circa 10/15 giorni. A metà dicembre il vino viene travasato in vecchi tonneau da 350 litri dove rimane per circa un anno, successivamente viene imbottigliato e resta ad affinare qualche mese. In cantina non vengono usati prodotti enologici di alcun tipo tranne una piccola quantità di solforosa durante la vinificazione e prima dell’imbottigliamento. A me è piaciuto molto questo vino, la versione 2012 esprime un colore rubino luminoso non concentrato, il bouquet si apre senza difficoltà a note di fiori macerati, ciliegia, mora, susina, la sensazione è fresca non dolciastra e matura, si sente anche l’amarena, una sfumatura speziata e di sottobosco. Al palato conferma la presenza di una vena acida spiccata, decisamente atipica per la maggioranza dei merlot in circolazione, il tannino è vivo e dinamico, c’è energia nel sorso, una spinta forte che invita al pasto, l’abbondante salivazione che genera ne è la prova; mi conquista per questa succosità e acidità che lo rendono stimolante, vivo, pulsante. Un bel merlot che dimostra quanto l’enologia, in molti casi, ha finito per appiattire e limitare le possibilità espressive dei vitigni e dei terroir dove dimorano, un esempio che cancella in un sorso qualsiasi luogo comune su questa varietà d’oltralpe.

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