Garda Classico Rosso Negresco 1997

Degustatore: laVINIum Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2002


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo (chiavennasca)
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: NINO NEGRI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Vada per lo Sfurzat 5 stelle, punta di diamante di questa Azienda e mito dell’enologia valtellinese degli ultimi lustri, qui ci troviamo davanti ad un prodotto alla portata veramente di tutti, ma con una presenza in tavola ed una personalità degne del fratello più famoso. Tense, cioè protette, erano, durante il lungo periodo di dominazione della Tre Leghe Grigie svizzere (dal 1512 al 1797), le vigne più vocate, protette tutto l’anno dagli “arbostrari”, i guardiani delle uve, che vigilavano affinché nessuno recasse danno alle viti. La viticoltura valtellinese è definita eroica, in genere praticata in quota, su quei terreni che scendono e scoscendono verso il tratto valtellinese del fiume Adda, guardando a sud ed accumulando tutto il calore possibile dal sole estivo. Tutti coloro che in inverno vanno a sciare a Livigno, Bormio o S. Caterina, non possono non aver notato tutti questi vigneti su terreni terrazzati. Da tre di questi vigneti: Minè, Chiesa Sassella e Longoni nella sottozona della Valtellina denominata Sassella, appunto su terrazze sostenute da muretti a secco fra 350 e 500 metri di altitudine, su terreni sabbio-limosi poco profondi (a 50 cm si incontra la roccia viva), permeabili e tendenti alla siccità, provengono le uve di Chiavennasca, nome locale del Nebbiolo, che ci regalano questo buon vino. Ce lo versiamo e lo scopriamo nel suo colore rubino profondo ma al tempo stesso cristallino, vivace ma anche di giusta grassezza, senza esagerare, nel bicchiere. Lo annusiamo e lo scopriamo nel suo profumo intenso e composito: rosa selvatica, lampone, poi via via verso note dominanti di ciliegia tendente a confettura, speziatura dolce di vaniglia ed anche un pochino piccante di zenzero. Con l’ossigenazione le sensazioni si fanno un po’ più scure: prugna essiccata accompagnata da note asciutte e tostate di cacao. In bocca si rivela succoso, abbastanza caldo e morbido, ma ancora decisamente scorrevole per via della pronunciata acidità; di buon spessore tra lingua e palato, dal vigoroso ed ancora un po’ polveroso tannino, senz’altro ben in evidenza, comunque adeguatamente smussato da ottima vinificazione. Pende senz’altro dalla parte dei vini giovani ma ne prevediamo un ottimo futuro. Il finale, lungo, regala le sensazioni fruttate e dolci che ricalcano le precedenti olfattive. Qualità olfattiva tendente all’eccellenza. Severità in vigna, perfetta vinificazione e dulcis in fundo, ottimo rapporto qualità/prezzo. Non sfigura sulle migliori tavole anche nelle migliori occasioni, servito in importanti bicchieri a ballon, per vini rossi nobili ed eleganti. Da abbinarsi a brasati o arrosti di carni rosse, capretto, selvaggina, formaggi a media stagionatura per adesso, più in là chissà…

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