Friuli Aquileia Refosco dal Peduncolo Rosso Vigneti Beligna 2002

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@
Data degustazione: 12/2003


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: refosco
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: CA” TULLIO – Ca’ Tullio di Calligaris Paolo
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Il refosco dal peduncolo rosso fa parte della famiglia dei refoschi, dei quali è sicuramente il più famoso ed apprezzato. Dato l’elevato numero di appellativi, spesso non corrispondenti a questa varietà, è abbastanza normale che i produttori abbiano preferito dare ai loro vini lo stesso nome del vitigno. Inoltre è piuttosto inconsueto trovare in questa regione il “refoscone”, che dà vini incapaci di invecchiare, poco profumati, tannici e disarmonici. Né è più conveniente, oggi che si dà maggiore rilevanza alla qualità, coltivare il “refosco nostrano” o “di Faedis”, capace di fornire rese fin troppo abbondanti di uva, anche se intorno al comune omonimo se ne trova ancora in notevole quantità. La zona di origine del refosco dal peduncolo rosso è compresa tra il Carso e l’Istria e sono ben sette le doc coinvolte nella sua produzione: Carso, Colli Orientali, Isonzo, Annia, Aquileia, Grave e Latisana. La versione 2002 del Friuli Aquileia Refosco Vigneti Beligna mette in evidenza un bel colore rosso rubino intenso con riflessi violacei. Il naso è marcato dal frutto, mora e amarena in primis, poi si allarga al ribes nero e al lampone maturo, il tutto avvolto in un piacevole speziato dove la liquirizia emerge con chiarezza, seguono profumi selvatici e di sottobosco. Al gusto manifesta una buona consistenza e intensità, regalando tannini ben estratti e fini, anche se ancora leggermente immaturi, un corpo giusto ed un retrogusto marcato dalla liquirizia e da sensazioni un po’ amaricanti. Il finale, purtroppo, non dà il meglio di sé, spegnendosi piuttosto in fretta e lasciando predominante solo la percezione amara. Ci tengo a precisare che questa è una caratteristica abbastanza consueta in questa tipologia, ma sarebbe bastata un po’ più di polpa e concentrazione per diminuirne l’eccessiva dominanza. Servitelo attorno ai 17-18° con ravioli di carne al sugo di funghi, tagliatelle al ragù alla bolognese, punta di vitello al forno, faraona al cartoccio, fagianella in casseruola.

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