Freisa di Chieri Superiore “Affinato in barrique” 2009

Degustatore: Fabio Cimmino Valutazione: @@@@
Data degustazione: 01/2011


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: freisa
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: LA BORGARELLA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Come molti sapranno non sono un amante dei vini elevati in barrique. Soprattutto quando il legno viene impiegato nella vinificazione di vitigni autoctoni minori destinati alla produzione di vini per un consumo prevalentemente quotidiano. Eppure dopo aver assaggiato, già l’anno scorso, i vini di questa piccola azienda agricola del chierese ho deciso proprio di parlarvi della selezione affinata, per 6 mesi, in piccoli legni francesi. Nella precedente edizione, la 2008, commercializzata con il nome di “Barlèt”, mi era sembrata effettivamente ancora condizionata dal legno, ma quella assaggiata quest’anno ed etichettata semplicemente Freisa di Chieri Superiore, con la dicitura in retroetichetta “Affinato in barrique” mi è, subito, sembrata un rosso di grande equilibrio e una sorta di raggiunta quadratura del cerchio. Un esempio che molti produttori dovrebbere tener ben presente quando si vuole lavorare con i legni piccoli. Il vitigno Freisa da cui prende origine il Freisa di Chieri, è vigoroso, rustico e fertile: allevato in passato a controspalliera, nella tipica tragna astese, è mantenuto oggi con potatura a doppio capovolto. Ne ho assaggiate diverse interpretazioni, provenienti da altre zone (Langhe, Astigiano e Monferrato), in questi anni, alcune talvolta eccessivamente semplici ed anonime altre di contro – penso alla Kye di Vajra – un po’ troppo “cerebrali”. Sono le terre collinari del chierese, costituite da suoli biancastri, il tufo, e da suoli rossastri, ricchi di limo e di argilla, a determinare il carattere unico e inconfondibile del Freisa di questa minuta denominazione. Ed i cru dell’azienda Borgarella presentano questa variegata composizione geologica, posti su felici, dolci e soleggiate esposizioni collinari, con i filari che corrono lungo il versante est-ovest: la Vigna Lunga e la Vigna Vicina nel comune di Chieri e la Vigna Fruttera ad Andezzeno. Una preziosa raccolta fotografica documenta l’attività di scasso per l’impianto di questi vigneti fatta con l’argano, attività in cui la famiglia di Teresa e Carlo Gastaldi era specialista già all’inizio del secolo scorso a testimonianza di una tradizione secolare nella coltivazione della vite. La Borgarella produce, come dicevo, il Freisa di Chieri nelle diverse tipologie: secco, amabile, vivace ed, appunto, barricato. In questo 2009 l’intenso profumo di visciole (amarena) e viola appare nitido e preciso, arricchito e non oscurato dalla presenza delle nuances dolci e speziate mutuate dal rovere. Al palato c’è apprezzabile armonia d’esecuzione con un ingresso morbido e pieno, seguito da un finale di giusta ed appagante freschezza gustativa. Insomma, proprio un bel bicchiere di vino, giusto mix di tipicità, originalità e piacevolezza. Io l’ho bevuto con piena soddisfazione in abbinamento interregionale con un grancacio di Morolo (prodotto nel frusinate in serie limitata dall’azienda Scarchilli e di cui spero di potervi parlare presto più dettagliatamente), stagionato minimo 18 mesi. Non pensate sia eccessiva la valutazione di ben 4 chiocciole assegnata a questo vino. E’ bene ricordare che si deve tener conto del blasone della denominazione.

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