Frascati Superiore Villa Chigi 2003

frascativillachigiDegustatore: Maurizio Taglioni Valutazione: @@@

Data degustazione: 02/2004

Tipologia: DOC Bianco

Vitigni: malvasia di Candia, trebbiano toscano, grechetto, malvasia del Lazio

Titolo alcolometrico: 13 %

Produttore: CANTINA VILLAFRANCA

Bottiglia: 750 ml

Prezzo enoteca: fino a 5,00 euro

Quando produrre vino è anche impegno sociale: Un Frascati con l’etichetta in Braille. Due novità in una: una primizia per quanto riguarda i Frascati della siccitosa quanto promettente vendemmia 2003 ed al tempo stesso una proposta da considerare: quella della scrittura delle etichette in Braille. Oltre al fermento avvertibile tra tutti i produttori della zona dei Castelli Romani, alla rinnovata voglia di far bene, di nobilitare le Doc locali, bistrattate perlopiù a ragione negli ultimi decenni; è non senza una punta di orgoglio che mi accingo a ragionare di questo vino della mia terra, esempio di viticoltura onesta ed insieme di impegno sociale. Il vino è il “novissimo” Frascati Superiore Villa Chigi 2003 dei Vigneti Villafranca, storica azienda del Lazio con sede in Cecchina di Albano Laziale (RM), dotata di 50 ettari situati a cavallo tra diverse Doc dell’area dei Castelli Romani quali i Colli Albani, il Marino ed appunto il Frascati. La prima novità la si nota immediatamente, l’etichetta: oltre alle iscrizioni leggibili a noi fortunati vedenti, riporta su un lato tutte quelle piccole punzecchiature tipiche dei fogli scritti col sistema Braille. Anche i non-vedenti possono quindi leggervi informazioni quali la Doc, il nome del vino, l’annata e la gradazione alcolica. Sicuramente non una prima mondiale ma una nobile iniziativa di Felice e Salvatore Gasperini, proprietari dell’azienda Vigneti Villafranca. Un’idea venuta loro qualche anno fa, quando parlando con un loro amico disabile visivo, scoprirono la particolare attenzione di questa persona alle caratteristiche dei vini. “A ciò si aggiunga la sensibilità acquisita negli anni per il fatto di far parte della grande famiglia dei Lions – afferma Felice Gasperini – istituzione che da sempre si occupa dei problemi della vista. Con questa iniziativa ci proponiamo inoltre di promuovere nel corso del prossimo anno seminari ed incontri di degustazioni presso la sede dell’azienda Vigneti Villafranca, per permettere ai disabili visivi di avvicinarsi al mondo del vino e di acquisire competenze professionali, dai possibili risvolti anche occupazionali. Per la degustazione dei vini è infatti richiesta una particolare attenzione alle mille sfumature aromatiche ed alle più sottili differenziazioni dei sapori; capacità queste, particolarmente sviluppate nelle persone con handicap visivi”. Non nego, per un attimo, di aver paragonato quella dell’etichettatura in Braille, benché senza dubbio più nobile, ad una delle tante trovate per fare notizia ed in qualche modo pubblicità indiretta, tipo “vendemmia notturna” di cui si è sentito parlare durante l’estate appena trascorsa; ma non faccio neanche in tempo a pensarlo che Felice Gasperini mi rassicura soggiungendo che: “…una parte del ricavato delle vendite di tutta la linea aziendale denominata Villa Chigi, sarà devoluto all’Unione Italiana Ciechi per iniziative istituzionali a favore dei non-vedenti ed al Lions Club di Roma per l’addestramento dei cani guida per non-vedenti”. Convinto dall’esauriente spiegazione taccio, acconsento, e passo senz’altro alla degustazione e quindi alla seconda novità: al giovane Frascati appena imbottigliato ed alla curiosità che suscita il poter finalmente assaggiare un bianco di quest’ultima vendemmia, così anticipata, così difficile e così promettente. Il Frascati Superiore Villa Chigi ha un colore brillante, giallo paglierino un po’ più carico della media, dagli evidenti guizzi verdolini in controluce. L’olfatto è decisamente più intenso delle scorse annate: ha soffio primaverile e “friccicarello”, floreale, nel quale si notano immediatamente i fiori bianchi di acacia, di mandorlo, di sambuco e delle sue foglie; poi la mandorla matura ed il frutto a polpa bianca di pera e di mela. Con l’ossigenazione l’olfatto si placa e si adagia su note più dolci di nettare e miele di acacia. Al gusto, malgrado l’evidente gioventù, questo Frascati mostra già un complessivo equilibrio. Alle note calde e morbide, frutto di un’annata caratterizzata dall’insolazione eccezionale e da una quasi totale mancanza di pioggie, si affiancano una ben calibrata acidità e quella sapidità tipica dei terreni vulcanici dei Castelli Romani. Tra lingua e palato ha incedere morbido e deciso; la polpa bianca ed acidula del frutto rende la beva gradevole, le note saporite ed ammandorlate finali ricordano piacevolmente e discretamente le origini del vino che si sta assaggiando. Un Frascati sincero e tipico, senza altissime pretese ma sicuramente buono, da abbinarsi a primi piatti tradizionali della cucina romana quali gli spaghetti alla carbonara o i bucatini all’amatriciana, a secondi piatti di pesce o carni bianche in genere; perfetto con i fritti, quali i filetti di baccalà dorati nella classica pastella di acqua e farina, la frittata di carciofi o quella di zucchine. In conclusione, un’annata 2003 alla sua primissima, positiva conferma; una proposta ed un’iniziativa lodevoli, rivolte anche ad altri produttori del settore enogastronomico, con la speranza di trovare sensibilità e quindi partecipazione all’attuazione del progetto di etichettatura in Braille.

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