Fiano Congregazione 2012

Degustatore: Fabio Cimmino Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2015


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: fiano
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: VILLA DIAMANTE – Azienda Agricola Villa Diamante
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Antoine Gaita ci ha lasciato. Era un produttore cui volevo bene perché non mi piacevano solo i suoi vini ma soprattutto la persona. Un genio provocatorio, solista, intelligente e ironico che aveva una sua idea ben precisa di vino ed allo stesso tempo era sempre pronto a mettersi in discussione, disponibile al dialogo e al confronto. Era un piacere degustare e ragionare con Antoine, uno stimolo continuo, non solo per le papille gustative. Una personalità rare ed autentica, da tutti riconosciuta, che gli aveva fatto meritare l’appellativo di “Signore del Fiano”. Il suo 2012, quello che attualmente troverete sugli scaffali in commercio, è etichettato come Campania IGP. La fascetta della DOCG gli era stata, infatti, negata, inspiegabilmente ed ingiustamente, dalla Commissione di assaggio cui spetta il compito della certificazione. Un passaggio puramente ed apparentemente formale (ma non trascurabile per gli effetti negativi che può avere dal punto di vista commerciale) che non ha trovato alcun riscontro da parte della critica. Tutte le guide, infatti, gli hanno assegnato premi e riconoscimenti unanimi. Non di meno gli appassionati, veri, sempre alla ricerca di bottiglie originali e autentiche. Il vino si presenta nel bicchiere di un colore paglierino luminoso, limpido e cristallino. Il naso è intenso, complesso, attraente ed intrigante. Di piccoli frutti rossi, fiori gialli ed una mineralità soffusa e pervasiva. Un profilo di estrema eleganza arricchito nella sua espressione dalle note viscerali ed umorali mutuate dai lieviti indigeni (scelta convinta, non improvvisata o dettata dalle mode ma mediata da anni di ripensamenti e sperimentazioni). Un apporto olfattivo significativo, evidente, avvertibile, che si traduce, però, sempre e comunque, in un tocco sottile e delicato assecondando la sensibilità dell’autore. Un quadro organolettico che si ripropone, mirabilmente, in tutta la sua forza e stratificazione anche al palato dove densità, freschezza ed l’incredibile allungo sapido incoronano un’ennesima superba interpretazione. Immediatezza di beva e serbevolezza. Un bianco moderno e aristocratico. La quadratura del cerchio tra istinto e razionalità. Ciao Antoine, te ne sei appena andato e già sento la tua mancanza.

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