Dolcetto d’Alba Rio Sordo 2006

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2008


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: dolcetto
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: CASCINA DELLE ROSE – Azienda Agricola e Agrituristica di Giovanna Rizzolio
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 5,00 a 7,50 euro


Ecco un esempio lampante di quanto sia importante mantenere viva la tradizione di vini come il Dolcetto. Una tipologia che fa parte di troppe denominazioni, creando non poca confusione, ma che si dimostra oggi più che mai indispensabile; sono ancora tanti i vini mastodontici, come sono troppe le zone dove si tende ad emarginare o trasformare fino a stravolgerne le radici e le finalità, tutti quei vini che fanno parte della fascia più o meno economica ma che hanno una loro precisa ragione di esistere. Questo è quanto è accaduto con numerose Barbera prima e con altrettanti copiosi Dolcetto oggi: vini che erano nati per rallegrare la tavola, accompagnare perfettamente piatti tradizionali regionali, completamente trasformati, appesantiti, privati di quella freschezza e serbevolezza che li ha sempre contraddistinti. La stessa situazione si è verificata anche con il Valpolicella o il Bardolino, con il Chianti Classico (che per fortuna sta progressivamente tornando nella sua forma migliore) e con tanti altri vini del centro-sud. Il Dolcetto d’Alba Rio Sordo 2006 di Cascina delle Rose richiama subito l’attenzione col suo caratteristico colore rubino con riflessi violacei e quei profumi incoraggianti di violetta, fragolina di bosco, lampone, ciliegia, visciola, arricchiti da suggestive venature di pepe, cannella e vaniglia. Un piacere che si ritrova magnificamente al palato, stimolato da un tannino nervoso ereditato dalla vinificazione a contatto con le vinacce immerse nel mosto per circa una settimana, poi dalla vivida freschezza che rende il frutto fragrante e quasi masticabile. Un’ottima annata da uno dei migliori cru, che gli regala ricchezza espressiva e persistenza, freschezza e una indubbia capacità evolutiva per almeno altri 3-5 anni. Da non lasciarselo scappare.

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