Dolcetto d’Alba 2013

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 06/2016


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: dolcetto
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: DIEGO MORRA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Continuo a non capire perché un vino come il Dolcetto d’Alba non è attrattiva per gran parte dei bevitori dello Stivale. Eppure è un vino eccellente, godibilissimo e perfetto a tutto pasto, con un prezzo che può variare dai 7 ai 15 euro, ovvero non certo irraggiungibile per la maggior parte delle tasche degli appassionati. Non solo, ma se si va in una qualsiasi trattoria di Langa lo troverete allo stesso prezzo delle enoteche, non c’è quasi mai un ulteriore ricarico. Certo, promuovere il Dolcetto non è facile, soprattutto perché ricade in una dozzina di denominazioni, tant’è che alcune di esse come Dogliani, Ovada e Diano, hanno pensato di eliminarne il nome in etichetta o renderlo facoltativo per affrancarsi da una tipologia così eterogenea. Ma chi produce Barolo e Barbaresco, a fianco ha anche Barbera, Langhe Nebbiolo e alcune etichette di vini bianchi e, pare, abbia enormi difficoltà a commercializzare il Dolcetto d’Alba, tanto che alcune aziende hanno già deciso di non produrlo più. Ecco, posso dire che mi dispiace enormemente e che ritengo sia un errore enorme? Il punto è che ci vorrebbe maggiore impegno e collaborazione con la ristorazione, le enoteche, gli alberghi, i luoghi di promozione turistica; è proprio in questi casi che tutto il comparto dovrebbe fare coesione e stimolare l’interesse dei turisti e dei possibili acquirenti, ma bisogna crederci! Ora, io non so se Diego Morra abbia altrettanta difficoltà a vendere il suo Dolcetto, ma posso garantirvi, ce l’ho qui nel calice, che è buonissimo, è un espressione perfetta di questo vitigno, con il suo colore rubino intenso e i profumi fruttati mai stramaturi, semmai “commestibili”, ovvero i profumi del lampone, della ciliegia colti maturi per essere mangiati, accompagnati da sbuffi di violette e sfumature pepate. E’ un Dolcetto che mette allegria, basta assaggiarlo per rendersi conto di quanta freschezza e giovialità esprime, tanto succo, quel sottofondo appena amarognolo che ricorda la liquirizia, un vino da non perdere, a conferma di quanto sia importante che questa denominazione resti viva, soprattutto perché in molti casi ho più volte appurato che con gli anni acquista complessità e profondità, sono andato in più occasioni indietro fino al ’99 rimanendo esterrefatto delle sue potenzialità, non mi stupirei se anche questo di Diego Morra raggiungesse simili traguardi. Meditate gente, meditate…

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