Dogliani 2012

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 01/2015


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: dolcetto
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: BRICCO DEL CUCU’
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Uno degli aspetti che caratterizzano in modo più o meno generalizzato i vini ottenuti da uva dolcetto, è il colore intenso che presenta soprattutto nei primi anni di vita; verrebbe da pensare che il rubino violaceo compatto che rivela in molti casi (almeno da quando si fanno basse produzioni d’uva e si lavora per la qualità), avrebbe dovuto essere un bel biglietto da visita per un mercato piuttosto abituato a dare peso anche all’estetica di un prodotto. E probabilmente avrebbe anche potuto riuscirci, se non fosse che questa varietà storica presenta numerose differenze espressive da zona a zona e, soprattutto, coinvolge una dozzina di denominazioni di origine, cosa che certamente non aiuta a fare chiarezza né per il mercato italiano, né tanto meno per quello estero. E’ questa, probabilmente, la ragione principale per cui alcune denominazioni divenute DOCG, stanno progressivamente affrancandosi dal nome del vitigno in etichetta, come ha già fatto Dogliani e, molto probabilmente, faranno Ovada e Diano d’Alba, che al momento consentono ancora di scegliere se metterlo o no. Un passaggio forse necessario, soprattutto per l’area di Dogliani, che si distingue in modo particolare per un terroir capace di offrire un vino con maggiore struttura, complessità e longevità rispetto ai Dolcetto tradizionalmente conosciuti come vini da consumo quotidiano, pronti e beverini. Dario Sciolla, come del resto molti altri produttori della zona, ha scelto di proporlo in versione “annata”, con caratteristiche a mio avviso intermedie fra un Dolcetto classico da tutto pasto e uno più strutturato e importante, ruolo assegnato al cru San Bernardo. Soluzione condivisibile, perché un dolcetto di Dogliani non può essere “leggero” e immediato, ma pur mantenendo le caratteristiche di questa zona, si offre piacevole ed equilibrato, ricco di frutto, dalla ciliegia nera alla mora di rovo, con belle sfumature di liquirizia e nuances pepate. Al gusto c’è carne, materia, ma senza eccessi, non sottrae nulla alla bevibilità e mantiene il sorso fresco e sapido, appagante, con buone possibilità evolutive per almeno altri 3-5 anni.

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