CONTERNO GIACOMO – Azienda Vitivinicola Giacomo Conterno di Giovanni Conterno

Indirizzo: Località Ornati, 2 – 12065, Monforte d’Alba(CN)
Telefono: +39 0173 78221
Fax: +39 0173 787190
WWW: www.conterno.it
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laVINIum – 04/2003

Chi ha avuto occasione di conoscere Roberto Conterno, nipote di Giacomo, sarà rimasto sicuramente sbalordito dalla sua energia, dalla passione e dal dinamismo con cui esprime ciò in cui crede profondamente. Roberto non è un enologo, nè un agronomo, ma la sua competenza ed esperienza sul campo sono enormi. Per lui la vigna, il territorio, la tradizione rappresentano un bene prezioso, che va capito, rispettato, amato, tutelato. Qui, nell’azienda di famiglia, non c’è posto per rotovinificatori o concentratori, e nemmeno le barrique hanno speranza di affacciarsi in cantina, perché qui il Barolo deve raccontare la storia di queste terre, riportare tutti i tratti nobili e inimitabili di un’uva regale e mai abbastanza capita come il nebbiolo. I vini che provengono da Serralunga d’Alba, si sa, non sono facili e ammiccanti, semmai austeri, si concedono poco a poco, hanno bisogno di una lunga evoluzione.
E’ comprensibile che, in un momento in cui il mercato estero chiede vini pronti, morbidi, privi di asperità, rotondi, fruttati, grassi, molti produttori cedano alla tentazione di “forzare la mano” con tutti i mezzi leciti e non, per rimanere in corsa. E allora si fanno potature sempre più serrate, si aumentano i ceppi per ettaro, si riducono drasticamente le rese, si aggiungono uve “migliorative”, poi in cantina arrivano le barriques francesi, ben tostate, che cederanno i famosi toni balsamici, i tannini dolci, le numerose varianti aromatiche che non appartengono all’uva ma fanno tanto “moda”, i concentratori di mosti e le note pratiche di cantina che, volenti o nolenti, finiscono per omologare i vini.
Così oggi scopriamo improvvisamente che anche il Barolo può essere rubino-purpureo (strano, molto strano, se si pensa che il nebbiolo ha pochissimi antociani, a prescindere da qualunque pratica estrattiva venga adottata!), può avere un colore concentrato quanto un cabernet sauvignon, può sapere di frutta matura e legno tostato.
Bene. Il Barolo Cascina Francia non appartiene a questa categoria. Nel Barolo di Conterno c’è una continuità di gusto e una storia di vigna, il vino è in continua trasformazione e, incredibile ma vero, dopo anni e anni di affinamento ci regala i profumi del nebbiolo! Si, la viola e la rosa appassite, certe sensazioni mentolate che stavano già lì, nell’uva e avevano solo bisogno di tempo per emergere. E’ questo il bello del nebbiolo: è capace di esprimere negli anni una tale varietà di profumi e sfumature aromatiche da stupirci ogni volta. E’ come se quegli oltre 400 elementi presenti nell’acino, si rimescolassero continuamente per dare ogni momento una sensazione diversa e irripetibile. E così, proprio quando potrebbe sembrare che quel Barolo è in fase calante, improvvisamente, nel giro di pochi mesi, ci sbalordisce di nuovo mettendo in discussione tutte le nostre capacità interpretative. E tutto questo è fedelmente riportato nel Barolo Cascina Francia.
Intendiamoci, dietro un vino di così elevata classe ci sono due elementi fondamentali: il terroir e la mano dell’uomo. E il gioco sta nell’equilibrio. Potature attente, eliminazione di grappoli in eccesso, defogliazione per garantire il passaggio dei raggi solari e dell’aria, per ottenere una maturazione omogenea delle uve ed evitare ristagni di umidità, raccolta nel periodo migliore. Questi sono alcuni, indispensabili accorgimenti in vigna, ma senza mai forzare la mano. Qui, un’uva come il nebbiolo ha trovato da tempo il suo habitat naturale, pertanto non ha bisogno di pratiche estreme.
La vigna Cascina Francia è stata impiantata nel 1974, su una superficie di 14 ettari, esposti a sud/sud-ovest a 400-450 metri s.l.m. Fino al 2000, l’azienda produceva anche Freisa e Dolcetto, ma nel 2001 sono state estirpati i due vitigni e sostituiti da nebbiolo e barbera, che hanno dimostrato maggiori capacità espressive con questo terreno. La fittezza media degli impianti è di 4.000 ceppi/ha e, per quanto riguarda il nebbiolo, per ogni tralcio viene lasciato un solo grappolo d’uva, il cui peso è di circa 3 etti. I cloni di nebbiolo utilizzati sono una decina, di cui alcuni presenti in vigna da molto tempo. La tipologia di nebbiolo più utilizzata è “Lampia”. Nelle annate che lo consentono, da una parte della vigna Cascina Francia viene selezionata l’uva migliore e destinata alla produzione del Barolo Monfortino. La macerazione dell’uva per il Barolo dura 3-4 settimane, per garantire una buona estrazione fenolica (il tannino viene estratto solo dalle uve e non dal legno). La fermentazione avviene parte in legno e parte in tini di acciaio, mentre l’affinamento si svolge in botti di rovere di varia misura (fino a 106 ettolitri).
Il vino che nasce da questo eccezionale terreno, rappresenta un esempio per tutti di cosa significa credere e saper cogliere ed esaltare al massimo quello che la natura ci ha messo a disposizione, anno dopo anno, vendemmia dopo vendemmia, accettando i rischi e i limiti di stagioni non favorevoli, scegliendo la strada più difficile, che è sempre la più vera.

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Barolo Cascina Francia1985oltre i 50 euro@@@@
Barolo Cascina Francia1989oltre i 50 euro@@@@@
Barolo Cascina Francia1996N/A@@@@@
Barolo Cascina Francia1997oltre i 50 euro@@@@@
Barolo Cascina Francia1998oltre i 50 euro@@@@
Barolo Cascina Francia1999oltre i 50 euro@@@@@
Barolo Monfortino Riserva1990oltre i 50 euro@@@@@
Barolo Monfortino Riserva1996oltre i 50 euro@@@@@
Barolo Monfortino Riserva1997oltre i 50 euro@@@@@
Barolo Monfortino Riserva1998oltre i 50 euro@@@@@

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