Colline Saluzzesi Pelaverga Villa San Carlo 2001

Degustatore: Maurizio Taglioni Valutazione: @@@
Data degustazione: 11/2002


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: pelaverga
Titolo alcolometrico: 11 %
Produttore: LE MARIE – Azienda Agricola di Valerio Raviolo
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 5,00 a 7,50 euro


Non è facile creare vini leggeri, beverini, che accompagnino allegramente l’inizio dei nostri pasti, che si lascino bere senza starci troppo a pensare, che regalino sensazioni piacevoli, senza poi farci rimpiangere, al momento dell’arrivo del vino più impegnativo, di aver già troppo abusato del proprio fegato e della propria lucidità, sprecandole con un vino di mediocre fattura che per giunta, ci ha storditi. Ogni volta che ne trovo uno mi entusiasmo, ho voglia di raccontarne e cantarne le lodi a tutti, e lo annoto in guida con voti che vanno oltre i giudizi canonici che sarebbero concessi da altri. Questo pelaverga ad esempio, vitigno al quale venivano attribuiti straordinari poteri afrodisiaci, forse a causa del suo inconfondibile sapore speziato o forse a causa dell’allusivo nome. Vitigno che la tradizione vuole da tempo immemorabile presente sulle colline del saluzzese, poi portato anche a Verduno dal Beato Sebastiano Valfrè, al tempo cappellano alla corte sabauda di Vittorio Amedeo II. Il Pelaverga ha trovato a Verduno un ambiente ancora più favorevole di quanto non goda in Saluzzo, ma per dare vini differenti, più strutturati, più importanti, quasi riconducibili ai Barolo e Barbaresco. Questo di Saluzzo è rimasto più alla mano, di più facile interpretazione, tuttavia inconfondibile. Il Pelaverga di oggi è prodotto dall’azienda agricola Le Marie, con uve provenienti dai vigneti storici da loro stessi curati della Villa San Carlo a Saluzzo, proprietà del Marchese Alessandro Reyneri di Lagnasco, vigneti che profumano di rosa sino ad Ottobre inoltrato… e quel profumo passa indenne fin dentro i nostri calici, in un vino cristallino, ben trasparente, dal colore rosso-rosa vivace. Profuma sì, di rosa ma non solo; le sensazioni sono accompagnate da ciliegia chiara, da sottobosco di foglie umide e funghi, da aromi freschi di menta. In bocca è gustoso, di corpo leggero e vivace, di freschezza pronunciata e di tannino, poco, appena astringente, giusto a renderlo ancora più spassoso. Il finale non è lunghissimo ma piacevolmente fresco di ciliegia e menta, con lieve punta piccante di pepe rosa, il pelaverga non si smentisce. Servitelo fresco a 12-14° circa in calici non troppo ampi, ad inizio pasto sia con antipasti che con primi piatti in genere, poi a seguire, servite pure il grande piemontese.

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