Cirò Rosso Classico Superiore Aris 2011

arcari11Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 12/2014


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: gaglioppo
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: SERGIO ARCURI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Quello che apprezzo molto in persone come Sergio Arcuri è l’orgoglio della propria terra, che non ha nulla a che vedere con i facili nazionalismi, ma è qualcosa di ben più profondo e viscerale, originato da generazioni che si sono tramandate la cultura, il lavoro, la fatica, la storia maturata tra i vigneti, in un paesaggio che a volte lascia senza fiato e ti rende consapevole dell’importanza del tuo ruolo e delle tue scelte. I suoi vini raccontano tutto questo senza esitazioni, lui li lascia parlare, non sta lì a manipolare la materia e trasformarla secondo l’andazzo del momento, il suo gaglioppo deve esprimere la sua natura, che guarda caso sembra affine alla personalità di Sergio, cosa tutto sommato non così frequente. Il gaglioppo nasce da vigneti esclusivamente biologici, di cui due ettari coltivati ad alberello a bassa resa, 60/70ql per ettaro (un ettaro impiantato nel 1945, l’altro nel 1980), mentre altri due sono stati impiantati nel 2005 a cordone speronato. La Calabria è sempre stata una regione difficile, chiusa, in parte anche per via della sua stessa geomorfologia, ma è anche una delle più affascinanti di tutto lo Stivale, e in molte zone decisamente vocata per la viticoltura. Quella del Cirò è forse l’area che sta vivendo più di ogni altra un nuovo impulso, grazie anche a realtà che stanno imparando a lavorare in sinergia, proponendo vini profondamente territoriali e schietti, lavorando con il massimo rispetto dell’ambiente; l’Aris 2011 è un ottimo rappresentante di questa filosofia, un gaglioppo che, alla sua terza annata, ha una personalità ben definita, ha colore granato con ricordi rubini, profuma di prugne, ciliegie ed erbe selvatiche, a tratti richiama l’odore delle zolle di terra mista a roccia. All’assaggio ti accoglie con la sua vena sapida e il frutto generoso, il tannino è perfetto, ben integrato, senza spigoli, l’acidità dà nerbo al sorso e il finale persistente poggia su sensazioni boschive e di liquirizia. Vino che ha una sorprendente bevibilità ma che può evolvere ancora per molti anni.

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