Cirò Rosso Classico Superiore 2010

coteciroDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@
Data degustazione: 02/2011


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: gaglioppo
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: COTE DI FRANZE – di Francesco Scilanga
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Reduce dal recente assaggio del Cirò Riserva 2008 di ‘A Vita, mi accingo ancora una volta a raccontare di un vino che, poco alla volta, sembra rinascere di nuova linfa, grazie soprattutto alle attuali generazioni di vignaioli consapevoli e fortemente innamorati della loro terra. Questa 2010 è la prima annata in produzione dell’azienda di Francesco e Vincenzo Scilanga, che prende il nome dalla località in cui risiede. Mi è giunta voce che con tutta probabilità si stanno indirizzando verso l’agricoltura biologica, ma già ora l’impegno è quello di lavorare in modo tradizionale (alberello) e riducendo al massimo gli interventi in vigna e cantina. Il loro Cirò è ottenuto esclusivamente da uve gaglioppo provenienti da Piana di Franze per il 40%, Cutura 30% e Piciara 30%, pur essendo il primo imbottigliamento effettivo sotto il nome “Cote di Franze”, la famiglia coltiva la vite da generazioni; dei 9 ettari di proprietà 2 sono allevati ad alberello antico, fra i filari ci sono ancora viti di oltre 50 anni, la produzione media per pianta è di soli 800 grammi. Lo verso nel calice e vengo accalappiato subito da profumi che sanno di succo di ciliegia e lampone. Sarà che fuori c’è la neve ma questo aroma mi mette addosso uno strano calore, direi una spinta energetica che mi mette allegria. Detto fatto estraggo d’istinto dal mio vasto assortimento di cd Biréli Lagrène Gipsy Trio, incisione del 2009, e metto Lullaby of Birdland: il ritmo iniziale della sua chitarra determina l’andamento del brano che verrà, eleganza in assoluta scioltezza. Torno al vino, rosso rubino deciso come si addice ad una giovane annata; affiora la melagrana, le erbette di campo e una gustosa sfumatura di fragolina di bosco. Mentre va il secondo brano, “New York City”, dove il grande chitarrista sfoggia tutta la sua abilità tecnica, assaggio il vino che mi restituisce tutto quel succo che avevo immaginato all’olfatto, il tannino è misuratissimo e c’è una freschezza vivace che sembra andare in parallelo con le “svisate” della chitarra (antico gergo musicale…). Giovane, si, ma che slancio, che voglia di bere che ti mette! Il retrogusto appena ammandorlato non fa che spingerti a immaginare un bel piatto di maccheroni con ragù di maiale, che purtroppo rimarrà una fantasia non disponendo della materia prima… Meriterebbe già la quarta chiocciola, ma attendiamo ulteriori sviluppi e conferme…e la musica continua. Chi volesse conoscere Francesco e degustare il suo Cirò, lo troverà a marzo alla nuova edizione di Sorgente del Vino ad Agazzano.

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