Chianti Classico Lamole 2008

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@
Data degustazione: 09/2010


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: I FABBRI – Azienda Agricola di Susanna e Maddalena Grassi
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 5,00 a 7,50 euro


Chi ama il Chianti Classico o vorrebbe conoscere i diversi territori dove questo storico rosso toscano dimora da tempo immemorabile, non può fare a meno di passare per Greve in Chianti e, in direzione Panzano, prendere la deviazione per la frazione di Lamole. Qui nascono vini “alti”, il sangiovese gode di eccellenti escursioni fra il giorno e la notte, grazie alla posizione dei vigneti che in alcuni casi superano anche i 600 metri di altitudine. E’ il caso del Chianti Classico Lamole di Susanna e Maddalena Grassi, donne del vino profondamente innamorate di questa terra, nella quale da ben quattro secoli si sono succedute generazioni che hanno sempre avuto come attività quella di agricoltori e di fabbri ferrai. Questo vino, insieme all’Olinto, nasce per ricordare il bisnonno, primo della famiglia ad aver iniziato la commercializzazione dei vini imbottigliati, era circa il 1920, e questa etichetta ne è la riproduzione di quella originale. Sangiovese, in purezza, niente legno, per raccontare i profumi che quest’uva è in grado di dare in questa terra, un vino diretto, immediato, godibile, ad un prezzo accessibile a tutti, sei euro in cantina. Ha il colore che ci si aspetta, rubino con venature granate e perfetta trasparenza, il termine bouquet non potrebbe essere più appropriato per esprimerne la suggestiva ricchezza floreale, le note di ciliegia, amarena e terra, le sfumature di macchia ed erbe di campo. Aperto e vivo al gusto, immediato nel frutto fresco, con il tannino che ha quel tocco breve e preciso, che presto si distende, equilibrato, giusto nell’alcolicità, fatto per essere bevuto e apprezzato a tavola, il luogo principe a cui è destinato. Un Chianti Classico fedele, che non può deludere chi ama questa tipologia nella sua tradizione più profonda, fa parte di quei vini che non si collezionano, non vincono premi internazionali, non seguono mode e non ostentano opulenze inopportune, ma con il pasto sono una mano santa, si svuotano con una facilità impressionante e, incredibilmente, portano il sorriso.

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