Chianti Classico 2007

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 06/2009


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese 90%, canaiolo 10%
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: CASTELLINUZZA E PIUCA – Azienda Agricola di Coccia Giuliano
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Parlare del vino? Certamente, ma prima… Come ricorderete vi ho raccontato con precisione le impressioni del Chianti Classico 2006 di Giuliano e Simone Coccia in quel di Lamole, prima di addentrarmi sull’annata 2007, però, desidero spendere qualche parola sulla nuova etichetta. Si, perché, non me ne voglia Simone, ma quando siamo tornati a trovarlo io e il mio amico e collega Alessandro Franceschini, non abbiamo potuto fare a meno di dire che quell’etichetta rossonera non era all’altezza del vino, non tanto per il colore (non sono un tifoso di calcio) quanto perché per dimensioni e design appariva più adatta ad un vecchio Chianti in fiasco. Ne parlammo con Simone, mentre osservavamo una serie di etichette di vini francesi storici sulla parete della sua cantina, e gli suggerimmo di ispirarsi ad esse per fare qualcosa di decisamente nuovo, elegante, degno del suo vino. Così è stato, ed ecco che con l’annata 2007 ci troviamo davanti un’etichetta dallo stile moderno ma sobrio, con al centro il cipresso e le dolci colline chiantigiane stilizzate che separano il nome dell’azienda da quello del vino. Un lavoro ben fatto, che dà lustro ad una piccola azienda che merita attenzione, persone oneste, semplici, che credono in quello che fanno. Due soli vini, il Chianti Classico e un Igt Toscana reso tale solo perché continua ad essere prodotto con quello storico metodo promosso dal Barone Ricasoli, che prevedeva al sangiovese e al colorino una piccola aggiunta di trebbiano e malvasia, uve non più ammesse dal recente disciplinare. Siamo a quasi 500 metri di altitudine, il sangiovese sembra trovare una dimensione ideale e tirare fuori profumi eleganti, floreali, il colorino fornisce un piccolo contributo con le sue tinte rubine, le vigne sono quelle che sono, non c’è e non serve altro. Grandi numeri? Assolutamente no. Qui si lavora con le proprie mani, in vigna come in cantina, ed avere a disposizione 2 ettari significa potersi dedicare ad essi in modo preciso, senza trascurare neanche una pianta. Il Chianti Classico di Castellinuzza e Piuca non ha la presunzione di essere un vino di culto, da 100 e più euro, né di vivere per mezzo secolo, ma vuole essere semplicemente quello che è, un vino da godere, nato per la tavola, per la convivialità, per le serate in compagnia di amici e familiari, per essere bevuto fino all’ultima goccia senza sentirsi appesantiti o colpiti da spiacevoli emicranie. Insomma, contro ogni tendenza, un vino che aspettare a bere richiede uno sforzo innaturale, perché farlo quando è tanto buono ora? Questo millesimo ha una sua dimensione, specchio fedele dell’annata e delle sue diversità dalla precedente, ci racconta cose semplici e profondamente vere, costa solo 7 euro in azienda ma si può avere anche sfuso, pagandolo ancora meno. Il profumo è meno floreale, più maturo nei toni di ciliegia e lampone, più “maschio” per certi aspetti, primo fra tutti l’alcolicità di poco superiore, ma basta assaggiarne un sorso per rendersi conto che è un piacere travolgente, fitto, succoso, dal tannino misuratissimo, avere atteso qualche mese per riassaggiarlo è stato utilissimo poiché ora ha una maggiore precisione espressiva, è terroso, sapido, vibrante e solo un po’ più maturo e alcolico del precedente, ma non è un difetto o un limite, solo una puntuale dimostrazione delle diverse caratteristiche di ciascuna annata. Anch’esso, difficilmente, può lasciare qualcuno scontento, se non nel fatto che tre quarti di litro, a volte, possono sembrare pochi…

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