Chianti Classico 2006

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2008


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese 90%, canaiolo 10%
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: CASTELLINUZZA E PIUCA – Azienda Agricola di Coccia Giuliano
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 5,00 a 7,50 euro


Quando ho riferito a Giuliano Coccia la mia grande soddisfazione nell’aver trovato finalmente un Chianti Classico degno di questo nome, e che lo avevo scoperto e apprezzato già l’anno passato nella versione 2005, in occasione dell’anteprima che si svolge ogni anno nella Stazione Leopolda di Firenze, è rimasto sorpreso di tanto entusiasmo, convinto che un vino come il suo, in un contesto come quello attuale, dove l’espressione del territorio è cercata più a parole che nei fatti, sarebbe passato del tutto inosservato. Così non è stato, per fortuna, lo ha notato anche Carlo Macchi e quest’anno l’ho proposto a Franco Ziliani, durante la degustazione a Firenze, che ne è rimasto altrettanto entusiasta. Sia chiaro, non stiamo parlando di un capolavoro, se per capolavoro si intende un vino tecnico, perfezionato in cantina dalle esperte e invasive mani di qualche enologo di grido, ma il Chianti Classico di Castellinuzza e Piuca rappresenta un esempio di cosa vuole dire un terroir ideale per il sangiovese, siamo infatti sui vigneti terrazzati di Lamole, frazione di Greve in Chianti, a circa 500 metri di altitudine, dove trova una delle sue migliori espressioni. Due soli ettari vitati su un’area complessiva di dieci ettari, da cui nascono 5.000 bottiglie di questo rosso davvero chiantigiano, grazie all’impegno e alla passione della famiglia Coccia. Furono il padre e lo zio di Giuliano ad acquistare l’azienda nel 1962, mentre la maggior parte degli agricoltori abbandonavano le campagne in cerca di miglior fortuna. Da allora il Chianti Classico si continua a lavorare secondo la tradizione, sembra che qui non sia passata l’ondata dell’internazionalizzazione, niente barrique, niente “vitigni migliorativi”, ma solo sangiovese e canaiolo. La vinificazione? In acciaio per due settimane, poi svinatura e maturazione nientemeno che nella classica vasca di cemento, altro che barrique! Infine affina qualche mese in bottiglia ed è pronto per essere goduto. Chi lo vuole acquistare in cantina lo pagherà solo 7 euro, una cifra di un’onestà commovente, li vale davvero tutti. Presenta un bel colore rubino netto, luminoso e senza eccessi di concentrazione, al naso finalmente si ritrovano le note floreali di violetta, un po’ di rosa e ciclamino, poi una bella ciliegia fragrante, nitida, il lampone, niente more e mirtilli provenienti da estranee aggiunte varietali, una vinosità che non sa di gioventù ma è più vibrante e piena, seguono sfumature di fieno ed erbette di campo. In bocca è semplicemente una gioia sentirlo tanto e fresco e vivo, mette allegria, una beva e una succosità notevoli con suggestioni sapide e una bella persistenza. Lo riassaggio con piacere e sento tornare quel lampone, la fresca ciliegia, sensazioni confortanti, sento forte salivazione e capisco che questo vino chiama il cibo, non aspetta altro che di confortare un bel piatto di fettuccine al ragù di cinghiale, vuole la classica fiorentina, gli spiedini assortiti, il petto di cappone in salsa al pepe verde, e poi vediamo se qualcuno ne lascerà un solo sorso dentro la bottiglia!

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