Cesanese del Piglio Torre del Piano 2003

torredelpianoDegustatore: Maurizio Taglioni Valutazione: @@@@@

Data degustazione: 04/2005

Tipologia: DOC Rosso

Vitigni: cesanese di Affile

Titolo alcolometrico: 14,5 %

Produttore: CASALE DELLA IORIA – Azienda Agricola

Bottiglia: 750 ml

Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro

L’area del cesanese è da anni in continuo fermento, e sono ormai numerosi i rossi ottenuti da questo vitigno autoctono laziale ad aver ricevuto premi e riconoscimenti un po’ ovunque, in occasione di concorsi enologici o da parte di guide e riviste del settore. Il Torre del Piano, oltre che essere il primo ad aver raggiunto livelli d’eccellenza, vera pietra miliare dell’enologia ciociara, rimane a mio avviso il migliore di tutti. Rimane il migliore perché non scende a compromessi, restando ottimo senza strizzare l’occhio a modernismi, senza arricchire il proprio corredo organolettico con condimenti derivanti da barrique, senza intraprendere derive sciroppate come accade a tanti vini dallo stile internazionale. Non nasce da un giorno all’altro: è il risultato di una serie di selezioni clonali effettuate per anni da Paolo Perinelli in persona, di un territorio vocato alla viticoltura, di una conduzione severa ed amorevole delle vigne, di quei fermentatori particolari progettati da Paolo per meglio estrarre profumi e sapori dalle sue uve, della pazienza nel lasciare affinare tali caratteristiche nella bottaia aziendale, seguendo il proprio vino giorno per giorno, sino all’imbottigliamento. L’aspetto è quello di un vino di buona concentrazione, dal colore rubino violaceo e vivace. L’olfatto è intenso e complesso, di violetta, di marasca e di frutti di bosco scuri, dolcemente speziati e balsamici a ricordare le bacche d’eucalipto. Pieno l’equilibrio al gusto, dove la polpa del frutto ancora integro è sapientemente avvolta in una stoffa morbida e vellutata, ed evolve in un finale persistente ed eccellente, polposo e succoso, che le lievi note speziate e balsamiche rendono ancora più interessante. E’ un vino importante per acclamazione, senza ostentazione, che si sposa a secondi piatti saporosi di carni rosse o selvaggina proposti con gli intingoli di cottura, o addirittura in umido; servito a 16-18°C circa in ampi calici.

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