Centomoggia 2004

Degustatore: Fabio Cimmino Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2008


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: casavecchia
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: TERRE DEL PRINCIPE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Non c’è dubbio: il 2004 si conferma un’ottima annata per il vino campano. Anche spostandoci di provincia in provincia, di denominazione in denominazione, di vitigno in vitigno, i risultati rimangono, sempre, decisamente, più che confortanti. Ho sempre avuto qualche problema a rapportarmi con l’altro vitigno simbolo delle colline caiatine, il pallagrello nero, spesso piuttosto monolitico, inaccessibile e difficile da decifrare, mentre un’immediata sintonia-empatia c’è stata, fin da subito, con il casavecchia. Ed è proprio grazie all’impegno di Peppe Mancini e Manuela Piancastelli, di Terre del Principe, che oggi possiamo leggere finalmente casavecchia in etichetta. Il riconoscimento legislativo è, infatti, arrivato dopo una lunga battaglia burocratica condotta per ottenere il giusto riconoscimento a quell’uva antica così profondamente radicata sul territorio. Il nome stesso ne rievoca la storia: “casavecchia” sta ad indicare il ritrovamento di un ceppo centenario sopravvissuto tra le mura di un vecchio rudere. E da quella pianta si ripartì per diffondere nuovamente quella varietà, sull’orlo dell’estinzione, nelle vigne della zona. Oggi, con l’aiuto dell’enologo Luigi Moio, Terre del Principe cerca un’interpretazione dichiaratamente moderna della tradizione, attraverso macerazioni prolungate da un lato ed affinamento in barriques nuove di rovere francese, per circa un anno, dall’altro. Il casavecchia è un’uva che si esprime in vini dal profilo ampio che da subito si indirizzano verso suggestioni di tipo terziario. Non che il frutto sia latitante, le note di piccoli frutti rossi sono ben presenti ed una apprezzabile costante. Sono, però, i sentori di carruba e selvatici a segnare in maniera più netta ed inequivocabile il carattere del vino. Le spezie mutuate dal legno completano un quadro di buona complessità e discreta persistenza. Al palato i tannini sono ben levigati, l’acidità calibrata, il finale impreziosito da una piacevole scia sapida. Da abbinare ad un rollé di carne bovina ripieno di verdurine croccanti.

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