Castello delle Femmine 2004

Degustatore: Fabio Cimmino
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2005


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: casavecchia 50%, pallagrello nero 50%
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: TERRE DEL PRINCIPE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Terre del Principe è la nuova azienda di Peppe Mancini, sua figlia Masina e la compagna Manuela Piancastelli. Peppe e Manuela sono, forse, tra i più grandi esperti e conoscitori dei vitigni e delle vigne della provincia di Caserta e la nuova avventura, dopo la dolorosa separazione dalla Vestini Campagnano, non poteva che continuare ad essere espressamente votata alla loro valorizzazione. Stiamo parlando di pallagrello bianco, pallagrello nero e casavecchia, vitigni autoctoni recuperati e riportati alla ribalta delle cronache dallo stesso Peppe, non molti anni or sono, con un vera e propria operazione filologica come è stata, giustamente, definita da più parti. Vini che non hanno solo ricevuto i consensi della critica ma, quel che più conta, hanno risvegliato l’interesse e la curiosità degli appassionati verso queste uve salvando un’intera area rurale da quello che sarebbe stato un lento e inesorabile oblio. L’enologo è Luigi Moio che li ha voluti seguire, dalla Vestini, ricominciando nella nuova tenuta di Squille, frazione di Castel Campagnano, in una cantina da visitare per poterne l’originale bottaia collocata al primo piano, praticamente a vista. I bianchi Fontanavigna, acciaio 100%, e Serole, affinato in barriques) sono usciti circa un anno fa ed hanno subito fatto (ben) parlare di sè. Gli assaggi in anteprima dei 2004, all’ultimo Vinitaly, promettono di bissarne il successo! Finalmente durante il mese di marzo sono stati, però, presentati sul mercato anche i rossi, figli dell’annata 2003, ben tre etichette tutte di grande valore. Centomoggia e Ambruco i nomi affidati ai due vini di punta ottenuti dalla vinificazione in purezza di casavecchia e pallagrello nero mentre il Castello delle Femmine è il vino ottenuto dal blend paritario dei due vitigni. Ho scelto di parlarvi del Castello delle Femmine, perchè al momento mi è sembrato, anche se più semplice, il vino più pronto e già pienamente godibile dei tre. Gli altri due, infatti, avendo una struttura più importante si gioveranno sicuramente di un ulteriore affinamento in vetro. Il nome di questo rosso evoca una scuola per cortigiane e non vi nascondo di aver provato forti suggestioni nell’aver avuto la fortuna di degustarlo con tre donne belle, raffinate ed eleganti al mio fianco: Manuela, Masina e Christiane (moglie di Luigi Veronelli nda). Il vino si dispone nel bicchiere mostrando un colore concentrato ma dalla rassicurante traparenza. Al naso si avvertono note di piccoli frutti rossi e spezie con sfumature di cuoio e tabacco. Al palato ci regala un sorso di grande coerenza e piacevolezza con un finale nel segno dell’eleganza e dell’armonia. Un vino che si mostra da subito aperto e disponibile sposandosi perfettamente con una gustosa pasta al ragù d’agnello oppure un saporito coniglio alla cacciatora.

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