Castel del Monte Rosso Il Falcone Riserva 1997

Degustatore: laVINIum Valutazione: @@@@
Data degustazione: 08/2001


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: uva di Troia 70%, montepulciano 30%
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: RIVERA – Azienda Vinicola Rivera
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Esame visivo: Mostra immediatamente tutto il suo spessore presentandosi limpido, di un rosso rubino profondo e concentrato con unghia ancora violacea malgrado i suoi quattro anni, composto al ruotare del bicchiere che si tinge di rosa al passaggio del vino che scende in lacrime abbastanza larghe e molto lente: consistente. Esame olfattivo: Esaurita una lieve vinosità iniziale comunica chiaramente il profumo di ottima amarene ed amarena sotto spirito. Floreale di violetta cristallizzata, speziatura di cacao in primo piano ed una più discreta di liquirizia dolce. Sentori balsamici di alloro. Il contesto è intenso ma elegante, di qualità eccellente. Esame gustativo: Secco, abbastanza caldo/caldo, abbastanza morbido, ben bilanciato da acidità (è abbastanza fresco/fresco) quasi sorprendente per un vino pugliese ed ancor di più per chi, come noi, aveva degustato altre annate (la ’95 e la ’96). Il tannino, presente in quantità è ancora giovane ma già piacevole, migliorerà ancora con in passare degli anni. E’ vino di gran corpo, lo si vede anche il mattino successivo per via del residuo che rimane in fondo al bicchiere. Ricalca le sensazioni olfattive: è ancora intenso, e regala un finale fruttato di amarena sotto spirito e balsamico di alloro, senza stonature amarognole, lungo e molto piacevole. Stato evolutivo: Pronto. Giudizio finale: Diverso da come ce lo ricordavamo (in meglio), diverso dalle annate precedenti: Meno granata, più rubino/porpora; meno etereo, meno austero, più ricco di frutto; meno morbido, più tannico; più longevo di quanto dichiarato dal produttore (8÷10 anni dall’imbottigliamento che significa circa 10÷12 anni dalla vendemmia), a 12 anni dalla vendemmia avremo l’apogeo e forse a quel punto il Falcone sarà più etereo e più morbido di oggi. E’ come se la percentuale di Uva di Troia nell’uvaggio fosse aumentata a discapito del Montepulciano, è senz’altro la migliore annata da noi fino ad oggi degustata. E’ un vino che esiste (140.000 bottiglie prodotte), facile reperibilità, ottimo rapporto qualità/prezzo. Ne consigliamo l’assaggio e consigliamo di aprire la bottiglia qualche ora prima e di servirlo in bicchieri molto ampi, quelli da Brunello o da grandi annate di Borgogna ad esempio. Abbinamenti: Piatti di carne arrosto, preparazioni di carne elaborate tipo involtini di pecora; formaggi a media stagionatura adesso. Selvaggina da pelo e caciocavallo stagionato tra qualche anno.

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