CARROZZO ALESSANDRO – Cantina Vitivinicola

logo_carrozzoIndirizzo: Via Marconi, 45 – 73040, Magliano(LE)
Telefono: +39 0832 601525
Fax: +39 0832 601525
WWW: www.cantinacarrozzo.com/
Email: elenacarrozzo@libero.it


laVINIum – 08/2007
Quando si dice “modernità”, spesso si incappa in luoghi comuni o in opinioni in assoluta antitesi, che in molti casi danno vita a vere e proprie divisioni fra tradizionalisti e modernisti, ciascuno con le proprie ferree, e spesso inamovibili, convinzioni.
La storia del vino italiano, con i suoi forti mutamenti, con il crescere dei successi tanto da renderlo elemento trainante del comparto agricolo nazionale, non è certo immune da simili estremismi filosofici. Come spesso accade quando si assumono posizioni troppo rigide, si rischia di diventare miopi o presbiti, ovvero di perdere il punto di messa a fuoco dell’argomento. Sappiamo bene che la tradizione non va né idealizzata né considerata un fatto ormai superato, che “impedisce il progresso e l’evoluzione della storia”. Al contrario, senza di essa non ci sarebbe futuro né evoluzione. E’ un vero e proprio tesoro, qualcosa a cui fare riferimento per migliorarsi, crescere, maturare.
Per questo motivo, se la tecnologia è utilizzata per rendere il processo produttivo più sicuro e stabile, senza arrivare a sostituirsi in toto ma semplicemente apportando i giusti accorgimenti affinché le uve siano più sane e non perdano le loro caratteristiche peculiari e la loro integrità, evitando i vecchi problemi ossidativi o le malattie causate da una scarsa igiene all’interno delle cantine, non può che essere la benvenuta e non va vista come una minaccia, una specie di mostro invasivo che trasforma tutto a proprio piacimento. E’ sempre l’uomo a fare la differenza, con la propria intelligenza e sensibilità, con la propria cultura e l’amore per la sua terra. Allora non si dà troppo ascolto alle volubilità del mercato, ma si cerca di stimolarlo con prodotti di qualità, che trasmettano emozioni, che aprano le porte alla percezione non solo sensoriale ma della storia che c’è dietro a quel vino, a quel vignaiolo.
La Puglia ha subìto indubbiamente una profonda trasformazione, non poteva e non doveva essere altrimenti, ma ogni produttore ha sempre la possibilità di scegliere quale strada percorrere, se inseguire immediati e facili successi o costruirsi faticosamente una propria identità, credendo profondamente nel proprio lavoro e in una mai dimenticata passione. Nel degustare questi due straordinari rossi, il Krasì 2004 e il Carminio 2003, non si può fare a meno di cogliere proprio queste sensazioni: la forza e il carattere del primitivo e del negroamaro provenienti da una delle terre più vocate di tutto lo Stivale, il Salento, esaltata magnificamente dall’esperienza acquisita di padre in figlio dalla famiglia Carrozzo e dall’insostituibile contributo del grande enologo Severino Garofano. Vini che scalpitano nel calice, che bramano circuire il fortunato bevitore, donandosi interamente senza timori; e la vinificazione attenta, il passaggio nel legno piccolo per 6 mesi, sembrano riuscire a donargli un grande equilibrio e una verve espressiva che ha pochi eguali in questa regione baciata dal sole.

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Carminio2003da 7,50 a 10 euro@@@@
Krasì2004da 5,00 a 7,50 euro@@@@

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