Carminio 2003

carcar03Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 08/2007


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: negroamaro
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: CARROZZO ALESSANDRO – Cantina Vitivinicola
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Nato con la vendemmia 2001, il Carminio è uno straordinario esempio di cosa si può fare con un vitigno di razza come il negroamaro semplicemente assecondandolo con la tecnologia moderna, ma preservandone, anzi esaltandone tutte le caratteristiche espressive, che ne fanno un simbolo della terra salentina. E con la difficile e caldissima annata 2003 dà ancora di più dimostrazione di possedere una classe superiore, una natura avvincente e perfettamente in equilibrio fra forza e rotondità, in grado di farsi amare, ne sono convinto, con altrettanta enfasi da uomini e donne. In un’epoca di eccessi, dove la potenza e l’opulenza, il gusto marmellatoso e morbido sono diventati una specie di percorso obbligato per raggiungere traguardi commerciali nei mercati esteri, il Carminio offre spunto di riflessione su cosa vuol dire equilibrio, identità territoriale, modernità asservita alla tradizione (non a caso l’uva viene allevata con il classico alberello pugliese). Alessandro Carrozzo fa uso di barrique, moderato e adeguato alla struttura del vino, dimostrando che questo piccolo, fin troppo discusso legno, non è la causa di tutti i mali (o i beni) di molti vini italiani, ma è il pessimo uso che se ne fa a renderli spesso tutti uguali e impersonali. Quando l’uva è ricca e ha grande personalità e qualità espressiva, la barrique può smussarne eventuali asperità e collaborare nel dare equilibrio e complessità, senza per questo dominare. Rosso rubino intenso, il Carminio sprigiona una gamma aromatica che si distende sul frutto maturo, prugna, mora, ciliegia, visciola in confettura, marron glacé, liquirizia dolce, ginepro, sottobosco. Nell’impatto gustativo non nasconde la sua forza alcolica e la concentrazione di un’annata calda, ma riesce ad equilibrarsi in un attimo grazie ad una buona spinta acida, lasciando percepire una sensazione aromatica che ricorda l’uva leggermente appassita; poi arriva un tocco di sapidità e una speziatura dolce che ci riporta a toni di liquirizia e cacao. Vino sontuoso ma non trabordante, forse non al suo vertice espressivo in virtù di un millesimo non facile, ma comunque straordinario, ricco, lunghissimo nel perdurare gustativo. Manca di poco le cinque chiocciole.

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