Capitolium 1999

capitoliumDegustatore: Maurizio Taglioni Valutazione: @@@@

Data degustazione: 06/2002

Tipologia: IGT bianco dolce

Vitigni: moscato di terracina

Titolo alcolometrico: 13,5 %

Produttore: CANTINA SANT’ANDREA – Azienda Agricola di Gabriele Pandolfo

Bottiglia: 750 ml

Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro

Dolcezza, morbidezza, acidità, sapidità… come trovare il giusto equilibrio tra le varie componenti? Quando arrestare la fermentazione di un vino dolce ossia, quando arrestare la trasformazione degli zuccheri in alcool? I mastri vignaioli greci di Samos e di altrove avevano trovato la soluzione e non volendo separarsi dal loro vitigno di elezione, decisero di portar con loro le barbatelle per riprodurre le loro vigne nelle colonie che andavano a fondare. E’ per questo che troviamo dell’uva moscato un po’ su tutte le coste del mediterraneo, a Trani in Puglia, a Pantelleria, a Noto in Sicilia, a Sorso, Sennori ed un po’ in tutta la Sardegna, a Frontignan e Rivesaltes in Francia… e a Terracina nel Lazio, le cui coste sono state luogo (da dove vi scriviamo) dei leggendari sbarchi di Enea, di Ulisse e di chissà quant’altri. Mito? Leggenda? Più passa il tempo e più la mitologia e la leggenda greche lasciano spazio alla storia. Per quel che riguarda noi cultori del buon bere il moscato di Terracina non è leggenda ma una realtà ed è anche una realtà che Gabriele ed Andrea Pandolfo abbiano saputo trovare nella vinificazione di questo Capitolium il perfetto equilibrio. Lo abbiamo conosciuto recentemente nel corso di una giornata organizzata dall’Associazione Le Vigne del Lazio e l’abbiam tenuto a mente, per ricordarcelo e per segnalarvelo. Si presenta cristallino, di un caldo colore oro antico con riflessi ambrati, consistente ma vivace al tempo stesso sui lati del bicchiere, che restano grassi al passaggio del prezioso nettare formando larghi archetti, che al tempo stesso rattrappiscono scendendo verso il basso per via della pronunciata e salubre acidità. Al naso si rivela verace, intenso e nello stesso tempo elegante: eccellenti le sensazioni aromatiche di moscato, l’albicocca secca, la confettura di fichi, le erbe aromatiche quali finocchio selvatico e timo, la speziatura dolce di zafferano e di spezie arabesche quali il cardamomo. Al palato è dolce ma nello stesso tempo leggero e vivace, per nulla sciropposo, caldo ma equilibrato da una viva acidità, sapido, quasi salmastro; interessante e lungo al retrolfatto, di frutta secca e di macchia mediterranea. Grande rapporto qualità/prezzo per un grande vino da meditazione estiva, da serata fronte mare in pace con sé stessi e con la natura, da pasticceria secca di un dopocena con gli amici sotto al pergolato, volendo anche da prosciutto melone e fichi in antipasto. Servito fresco di frigo, anche tenuto nel secchiello del ghiaccio, tanto una volta nel bicchiere risale di temperatura in pochi minuti, in calici per vini bianchi con sentori olfattivi accentuati.

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