CANTINE DEL NOTAIO

notlogoIndirizzo: Via Roma, 159 – 85028, Rionero in Vulture(PZ)
Tel.: +39 0972 723689
Fax: +39 0972 725435
Sito: www.cantinedelnotaio.it
Email: gerardo.giura@tin.it


laVINIum – 04/2011
Quella del Vulture è una zona indubbiamente affascinante e particolare, un’area che si poggia sulle sponde del vulcano fino a sfiorare la vicina Puglia, che presenta aspetti eterogenei che consentono alle sempre più numerose aziende di qualità di distinguersi, non solo per il diverso approccio vitivinicolo – c’è chi lavora con metodo biologico, chi usa lieviti selezionati e chi indigeni, chi botte grande e chi piccola, chi filtra e chi no, chi lavora vigne di quasi 50 anni e chi le ha impiantate da poco – ma soprattutto per le singolari differenze che si osservano nei terreni di Rapolla, Rionero, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Barile o Venosa.
A monte di tutto questo c’è una ricerca continua, la voglia di scoprire cosa può fare l’antico vulcano sui vini rossi, e perché no, anche sui bianchi. Giuratrabocchetti, che ha iniziato il suo lavoro a fine anni ’90, rappresenta a suo modo un punto di riferimento, ha i suoi estimatori e i suoi detrattori (come sempre accade quando si perseguono obiettivi personali), non condivide con altre aziende il proprio percorso ma, indirettamente, ha avuto un ruolo fondamentale come elemento di traino per tutta la zona. I suoi vini sono caratterizzati da un’impronta moderna, da uno stile potente eppure raffinato, soprattutto i rossi hanno una classe spiccata, la pulizia e la qualità sono sempre estreme, mai aperta una bottiglia che presentasse qualche difetto. La sua voglia di sperimentare non conosce soste, tanto da aver ampliato la gamma di vini inserendo sempre nuove etichette, soprattutto aumentando la sfera delle versioni “in bianco”.
Non è poi così facile proporre vini bianchi di carattere in terra di aglianico, soprattutto perché non c’è una tradizione ampelografica bianchista consolidata, tanto che quei produttori che si cimentano in questa tipologia utilizzano prevalentemente uve “importate” o vinificano in bianco l’aglianico stesso (se escludiamo i passiti ottenuti da moscato e malvasia). L’esperienza effettuata nell’arco di un decennio ha portato Cantine del Notaio ad allargare la propria gamma di bianchi affiancando al classico passito L’Autentica, spumanti metodo classico quali La Stipula bianco e rosé, ottenuti da aglianico in purezza, Il Preliminare composto da aglianico, chardonnay, moscato e malvasia e La Raccolta, frutto di un assemblaggio di aglianico, chardonnay, fiano e sauvignon.

06/2009
E’ forse una delle aziende che sulle pagine della nostra rivista seguiamo con maggior continuità, quasi annuale. Questa volta ci dedichiamo a due vini, uno che fa ingresso per la prima volta da queste parti ed un secondo che testiamo per la seconda con una nuova annata. Stiamo parlando dell’Atto, un IGT ottenuto da aglianico in purezza e del Sigillo, invece sotto il cappello della doc Aglianico del Vulture. Due vini completamente diversi per concezione in vigna così come in cantina (macerazione breve, uve da vigne giovani, breve sosta in legno il primo; macerazione lunga, due anni in barrique e raccolta a fine novembre da uve oramai surmature il secondo) così come con differenti prezzi al pubblico in enoteca (circa 11 euro l’Atto e 36 Il Sigillo).
Si confermano vini ben fatti, seguiti con cura dalla coppia Gerardo Giuratrabocchetti, proprietario ed agronomo, e Luigi Moio, enologo nonché docente di Enologia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Vini calibrati, ben studiati ed eseguiti, con un uso del legno piccolo di buona fattura, segno di una sempre maggiore maturità nell’approccio con questo strumento di cantina, qui come altrove, al netto dei gusti personali o della concezione interpretativa del varietale di partenza.

11/2007
L’area vulcanica dove risiede l’azienda Cantine del Notaio, sembra stimolare continuamente nuove idee al suo titolare, Gerardo Giuratrabocchetti, che quest’anno ci presenta altre due novità di assoluto interesse: uno Spumante Brut Metodo Classico millesimato 2004, ottenuto da aglianico vinificato in rosa, dal nome “La Stipula”, in omaggio alla tradizione notarile di famiglia, e un “colosso”, un rosso di grande struttura, l’Aglianico del Vulture Il Sigillo 2003, da uve vendemmiate tardivamente nella vigna storica di Maschito. Due vini che testimoniano le incredibili possibilità di questo vitigno, che in un terroir d’eccezione come l’area di Rionero in Vulture, dimostra doti straordinarie e ottime capacità di adattamento ai diversi stili e metodi di vinificazione.

11/2006
E’ forse l’azienda che più di ogni altra abbiamo seguito sin dalla sua nascita, e non ne siamo certo pentiti: quest’anno, forse merito dell’annata (2004), ma anche delle vigne che crescono e di sempre maggiori accorgimenti nel cogliere il momento giusto per la vendemmia, i vini sembrano godere tutti di splendida forma. Infatti L’Autentica, il vino dolce da uve moscato e malvasia, che solitamente pecca leggermente di un’acidità contenuta, questa volta sembra avere trovato una misura esemplare; ma anche Il Repertorio ha trovato finalmente la sua dimensione e un equilibrio eccellente, dimostrando di essere la migliore versione di sempre. Il Rogito è eccellente come sempre, forse un pelino penalizzato da un’alcolicità un po’ scomposta e non perfettamente integrata con il tessuto fruttato, ma è davvero un peccato veniale. Il La Firma è quel grande vino che conosciamo, preciso, terragno eppure elegante, questa volta anche più armonico e bilanciato. Davvero una bella squadra.

12/2005
In settembre, in occasione della manifestazione piemontese Dolcetto & Dolcetto, io e mia moglie Laura siamo stati ospiti a cena presso l’azienda Comm. G.B. Burlotto, in quel magnifico paese delle Langhe che si chiama Verduno. La presenza dell’amico giornalista Franco Ziliani ci ha consentito di dedicare alla serata uno specifico spazio alla degustazione di una ventina di vini rosati provenienti da varie parti del mondo. Perché ne sto parlando mentre recensisco l’azienda Cantine del Notaio? Perché fra quei rosati c’era Il Rogito 2003, appunto di questa pregiata azienda di Rionero in Vulture. E’ stata una degustazione in parte sfortunata perché più di un vino presentava dei difetti, fra cui lo stesso Rogito 2003, una bottiglia che non corrispondeva neanche lontamente alle caratteristiche a tutti noi note. Aveva un colore decisamente evoluto, tra il granato e il mattonato, che ci ha subito insospettito. Al gusto era irriconoscibile, siamo rimasti tutti molto male per questo vino che tanto ci aveva emozionato nella versione 2002. Franco, che ce lo aveva portato, aveva degustato in precedenza un’altra bottiglia di Rogito 2003, trovandolo eccellente, e proprio per questo desiderava farcelo assaggiare. Ma in quell’occasione non siamo stati fortunati.
Tornato a casa ho avuto la sorpresa di trovare una cassetta di vini speditami proprio in quei giorni da Cantine del Notaio…e ho trovato due bottiglie di Rogito 2003. Non ho resistito e ne ho aperta subito una: completamente diversa da quella degustata a Verduno! Meno male. Con la seconda bottiglia ho preferito aspettare qualche mese per verificare se i problemi potevano emergere con il passare del tempo. Niente affatto. Il 7 dicembre anche la seconda bottiglia era perfetta. Ora, conoscendo molto bene la qualità dei vini di questa azienda, immaginavo che quella bottiglia dovesse essere difettosa, ma se una cosa del genere fosse capitata per un’azienda sconosciuta e non ci fosse stata la possibilità di un riassaggio? Ecco perché è molto importante non accontentarsi mai delle prime impressioni, il vino è vivo e in continua trasformazione, pertanto non è possibile applicare un giudizio definitivo ad un unico assaggio.
Tornando a Cantine del Notaio, ancora una volta l’azienda ha fatto centro. Tutti e quattro i vini prodotti si sono dimostrati all’altezza delle aspettative: La Firma 2003 si conferma uno dei migliori Aglianico in circolazione; Il Rogito 2003 è vino di grande eleganza ed equilibrio, farebbe piacere poterne avere sempre una riserva in cantina; L’Autentica 2003 è un grande bianco dolce da uve moscato e malvasia, ampio nei profumi e lungo nella persistenza, mentre Il Rogito 2003 è ancora migliore della versione precedente, dimostrando di essere uno dei migliori rosati della penisola. Bene così.

11/2004
Dopo la sorpresa di un anno fa, in cui celebrammo l’arrivo di quello splendido vino dolce da uve moscato e malvasia che risponde al nome de L’Autentica, credevamo ormai che Gerardo Giuratrabocchetti avesse completato la sua fase di sperimentazione, appagato dai successi conseguiti.
Ci siamo sbagliati, e ne siamo felici: ecco che quest’anno entra in azienda dalla porta principale uno straordinario rosato, Il Rogito 2002, un grandissimo vino che non sfigura di fronte alle altre tipologie, anzi, testimonia le infinite risorse di quel meraviglioso vitigno che i Greci ci donarono molto tempo fa e che, appunto da loro prende il nome, aglianico. La forza intrinseca di questo vino non lascia dubbi persino sulle sue capacità evolutive, grazie ai due giorni di macerazione sulle bucce che gli hanno donato il giusto supporto di polifenoli e al passaggio nel piccolo legno (non nuovo), che gli ha permesso di ottenere un equilibrio e una profondità non comuni.
Il nuovo arrivo ha quasi rischiato di adombrare gli altri tre vini, che si sono presentati ancora una volta in ottima forma, primo fra tutti il La Firma 2002, che si conferma uno dei migliori Aglianico in circolazione.

09/2003
Non avevamo dubbi sulle qualità di questa azienda. Abbiamo degustato ogni annata dei due Aglianico del Vulture senza rimanerne mai delusi. Ma questa volta abbiamo avuto una graditissima sorpresa, un terzo vino, completamente diverso, da uve moscato e malvasia, entrato per la prima volta in commercio con l’annata 2001. Un vino che ci ha spiazzato e incantato per il suo grande equilibrio, per i profumi intensi e variegati, per l’eleganza e la pulizia d’esecuzione. Un bianco dolce di cui sentiremo parlare e che va ad affiancare i due splendidi rossi, “Il Repertorio” e “La Firma”.

05/2001
E’ davvero stupefacente che un’azienda nata pochi anni fa (1998), con l’obiettivo di valorizzare il vitigno Aglianico, sia riuscita a produrre dei vini di livello assoluto come quelli da noi degustati. Il proprietario, Gerardo Giuratrabocchetti, laureato in Scienze Agrarie, che ha ereditato le vigne dal nonno, è riuscito, con il fondamentale supporto di Luigi Moio, docente di Enologia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II a raggiungere in breve tempo, ma non sensa fatica, risultati davvero sorprendenti. Risultati frutto di una diversa concezione del modo di lavorare in vigna e cantina: accurata selezione dei migliori cloni di Aglianico, potature drastiche (con conseguente riduzione del raccolto), vasche termocontrollate e barriques di ottima qualità; tutto è stato controllato nei minimi particolari. In un’epoca in cui sembra farla da padrone il vitigno internazionale, non può che far piacere conoscere un’azienda che segue un percorso diametralmente opposto. L’obiettivo è quello di dimostrare che l’Aglianico è un grandissimo vitigno, in grado di dare vini di raro fascino, dove la potenza e l’eleganza trovano un equilibrio perfetto. Tutto questo rispettando regole naturali, senza forzature, così a causa della notevole siccità estiva viene evitata la pratica dell’inerbimento, per consentire alle viti di usufruire di quel minimo di risorse idriche a disposizione. Secondo l’andamento della stagione, le uve vengono raccolte tra la seconda metà di ottobre e l’inizio di novembre, rigorosamente a mano in cassette da 20 kg., separandole da eventuali grappoli danneggiati. La produzione media di uva si attesta sui 70 q.li per ettaro (il disciplinare ne prevede 100 q.li) con una resa uva/vino del 65% (invece del 70% previsto dalla doc). Questi dati possono sembrare solo dei numeri, ma invece indicano la cura selettiva e meticolosa che viene operata in vigna per ottenere uve perfettamente integre e nelle migliori condizioni organolettiche, rinunciando ad una maggior produzione che avrebbe dato risultati qualitativi più scadenti. Il produttore ha voluto concentrare tutti i suoi sforzi sull’Aglianico, dal quale ottiene due tipologie di vino: l’Aglianico del Vulture Il Repertorio, le cui uve provengono da 1,15 ha di vigneti situati nel comune di Maschito e l’Aglianico del Vulture La Firma prodotto esclusivamente con le uve provenienti dalla vigna Cerentino, sempre nel comune di Maschito.

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Aglianico del Vulture Il Repertorio1999da 10 a 15 euro@@@@
Aglianico del Vulture Il Repertorio2001da 10 a 15 euro@@@
Aglianico del Vulture Il Repertorio2002da 15 a 25 euro@@@
Aglianico del Vulture Il Repertorio2003da 15 a 25 euro@@@@
Aglianico del Vulture Il Repertorio2004da 15 a 25 euro@@@@
Aglianico del Vulture Il Repertorio2005da 15 a 25 euro@@@@
Aglianico del Vulture Il Repertorio2006da 15 a 25 euro@@@@
Aglianico del Vulture Il Repertorio2007da 15 a 25 euro@@@
Aglianico del Vulture Il Sigillo2003da 25 a 50 euro@@@@
Aglianico del Vulture Il Sigillo2004da 25 a 50 euro@@@@
Aglianico del Vulture Il Sigillo2005da 25 a 50 euro@@@@
Aglianico del Vulture Il Sigillo2006da 25 a 50 euro@@@@@
Aglianico del Vulture La Firma1999da 15 a 25 euro@@@@@
Aglianico del Vulture La Firma2000da 15 a 25 euro@@@@@
Aglianico del Vulture La Firma2001da 25 a 50 euro@@@@@
Aglianico del Vulture La Firma2002da 25 a 50 euro@@@@@
Aglianico del Vulture La Firma2003da 25 a 50 euro@@@@@
Aglianico del Vulture La Firma2004da 25 a 50 euro@@@@@
Aglianico del Vulture La Firma2006da 25 a 50 euro@@@@@
Aglianico del Vulture La Firma2007da 25 a 50 euro@@@@
Il Preliminare2008da 10 a 15 euro@@@
Il Preliminare2009da 10 a 15 euro@@@
Il Rogito2002da 10 a 15 euro@@@@@
Il Rogito2003da 10 a 15 euro@@@@@
Il Rogito2004da 10 a 15 euro@@@@
Il Rogito2005da 10 a 15 euro@@@@@
Il Rogito2006da 10 a 15 euro@@@@
Il Rogito2008da 10 a 15 euro@@@@
L'Atto2006da 10 a 15 euro@@@
L'Atto2007da 10 a 15 euro@@@
L'Atto2008da 10 a 15 euro@@@@
L'Autentica2001da 15 a 25 euro@@@@
L'Autentica2002da 15 a 25 euro@@@@
L'Autentica2003da 15 a 25 euro@@@@
L'Autentica2004da 15 a 25 euro@@@@
L'Autentica2005da 25 a 50 euro@@@@@
L'Autentica2006da 25 a 50 euro@@@@@
La Raccolta2008da 15 a 25 euro@@@
La Stipula Pas Dosé Brut Metodo Classico2008da 15 a 25 euro@@@
La Stipula Rosé Brut Metodo Classico2004da 15 a 25 euro@@@
La Stipula Rosé Brut Metodo Classico2006da 15 a 25 euro@@@
La Stipula Rosé Brut Metodo Classico2008da 15 a 25 euro@@@

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