Campi Flegrei Falanghina Cruna del Lago 2003

Degustatore: Fabio Cimmino Valutazione: @@@
Data degustazione: 07/2003


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: falanghina
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: SIBILLA – I vini della Sibilla
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 5,00 a 7,50 euro


Ci sono alcuni personaggi nel mondo del vino che vale la pena, veramente, di conoscere. Personaggi di grande semplicità e, allo stesso tempo, in grado di trasmettere nei gesti e nelle parole storie di vera cultura contadina. Personaggi e luoghi che sono ancora in grado di entusiasmarmi e rinnovare la mia passione per il sacro nettare di Bacco! Luigi Di Meo e la sua famiglia, la moglie in primis, sono una fulgida espressione di questo modo di intendere la terra e il vino. Siamo a Bacoli, nel cuore della Doc Campi Flegrei, regno di due vitigni autoctoni per eccellenza: la falanghina e il piedirosso. Luigi produce la prima, addirittura in triplice versione: acciaio, barrique e passita. Attraverso queste tre interpretazione è facile rendersi conto della duttilità del vitigno. Il piedirosso dà vita invece, ad un ottimo rosso vinificato in acciaio ed un rosato che è figlio del salasso del suo mosto. Questi ultimi due, buonissimi entrambi, mostrano un frutto croccante ed un sapidità lunga e minerale che li fa compagni ideali, visto anche il prezzo vantaggioso, per la tavola di tutti i giorni. I bianchi più ambiziosi, sia il passito Aureum che il Sybiulla affinato in rovere, a dire il vero, sono ancora in un fase sperimentale, in via di migliore definizione e più precisa identità. La versione base, di contro, è ormai già da qualche anno una certezza. La 2003 nonostante il notevole caldo si è rivelata per i “Vini della Sibilla”, così si chiama l’azienda dei Di Meo, un’ottima annata. Del resto la falanghina, già particolarmente ricca di suo in acidità, non ha rischiato, più di tanto, di subire le conseguenze di una estate così torrida. Al naso mostra delle intense note fruttate ed una mineralità tipica e coinvolgente. Attenzione a non scambiarla per un eccesso di solforosa. I Campi Flegrei sono famosi per la solfatara, parco naturale di origine vulcanica, e a due passi dai vigneti ci sono le famose “stufe di Nerone”. Dunque è ovvio aspettarsi un nota sulfurea, di zolfo nel quadro aromatico di questo vino-vitigno in questa zona. Anche i vini che si producono ad Ischia, altro esempio di terreni vulcanici ricchi di acque termali, presentano molto spesso la stessa nota caratteristica. Qualche anno fa addirittura, ad un incontro con Nicholas Joly, portabandiera della biodinamica, mi capitò di assaggiare un bianco di Angiolino Maule (Azienda La Biancara) che sembrava aver fatto il pieno di solforosa, salvo poi scoprire che si trattava di uva garganega coltivata su suoli di natura vulcanica e che il vino era prodotto con livelli di anidiride solforosa pari a ZERO… Insomma questa falanghina doc dei campi Flegrei è un invito a scoprire e conoscere il territorio senza fermarsi in superficie ma approfondendo e cercando di diffondere le tematiche ad esso legate… o almeno provarci! Campania felix a tutti!

RECENTI

  • Rosato 2016

    Rosato 2016

  • Chianti Puro 2016

    Chianti Puro 2016

  • Bianco del Mulino 2016

    Bianco del Mulino 2016

Testata registrata presso il Tribunale di Roma (n. 146/09 del 4 maggio 2009) © 2000-2017 laVINIum.com - Tutti i diritti riservati E' vietata la copia anche parziale del materiale presente in questo sito. Il collegamento al data base della rivista è vietato senza esplicita autorizzazione della direzione editoriale.
Direttore Responsabile - Maurizio Taglioni / Direttore Editoriale - Roberto Giuliani