C.O.F. Bianco Clivi Galea 1997

Degustatore: Maurizio Taglioni Valutazione: @@@@
Data degustazione: 06/2002


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: tocai friulano 78%, verduzzo friulano 12%, traminer 6%, sauvignon 4%
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: I CLIVI – Azienda Agricola Ferdinando Zanusso
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


E’ sempre con una certa emozione, che noi estimatori convinti di certe aree del Friuli, del bianco che non fa barrique, caratterizzato esclusivamente da se stesso, in uvaggio o in monovitigno che sia, ci avviciniamo a vini come questo di oggi, blend che unisce uve tocai in prevalenza ad uve verduzzo, traminer e sauvignon. Uve raccolte con amore, manualmente, in più fasi ed in funzione del grado di maturazione che deve essere completa, in piccole cassettine parzialmente riempite onde evitare l’ossidazione del mosto derivante da prematuro schiacciamento ed immediatamente selezionate e vinificate, così come si fa in casa Zanusso. Il colore del Clivi Galea è paglierino ben carico, anche con nuances dorate, limpidissimo ed anche consistente, assai, lo si vede da quanto composto resta nel calice. L’impianto olfattivo è deciso, variegato, non immediatamente catalogabile data la complessità. Si spazia da sentori vegetali di mandorla matura e di erbe aromatiche, timo in evidenza ed un po’ di amaricante cola, per poi passare al frutto, tanto, decisamente al centro del corredo olfattivo, di mela golden e di mandorla che si fa albicocca. I toni floreali si evolvono via via sino alle spezie, passando gradualmente dal bouquet di fiori gialli all’anice stellato per terminare in spezie arabesche da mercato di Marrakech, che ricordano alcuni vini bianchi da vendemmia tardiva. Sotto al palato riesce ad esprimere, senza effetti speciali ma con grande naturalezza e classe, finezza ed aitanza. In bocca il vino ha nerbo acido ed è sapido, ma non difetta di sostanza dolce né di sviluppo potente e grasso. Il quadro olfattivo si ripete quindi nel retropalato con la stessa complessità, molto poggiata sì sul frutto, ma molto ben accompagnata da aromi e spezie di sicura eccellenza. E’ pronto alla beva per quanto riguarda il suo stato evolutivo, ancora vivido nonostante i cinque anni dalla vendemmia che assolutamente non dimostra; ne ha almeno il doppio dinanzi a sé per continuare ad evolversi, a piacere, ed anche la sua stessa decadenza si preannuncia affascinante e ci incuriosisce. Da servirsi nelle grandi occasioni, a 10-12° stappando al momento di servire, in ampi calici per vini strutturati ed importanti. Per l’accompagnamento si può spaziare tra primi piatti di pesce o anche più impegnativi quali il risotto con porro e salsiccia o la locale e profumata panade (zuppa di pane, con finocchio, montasio stagionato, uova e pepe), pesce pregiato in qualunque preparazione ed anche carni bianche, perché no il pollo al Tocai.

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