Brunello di Montalcino Riserva 1997

Degustatore: Maurizio Taglioni Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 06/2003


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese grosso
Titolo alcolometrico: 14,4 %
Produttore: SASSETTI LIVIO – Azienda Agraria Pertimali – Sassetti Livio & Figli
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre i 50 euro


Dalle vigne circostanti il casale Pertimali, posto in cima alla collinetta di Montosoli, comune di Montalcino, nasce questo Brunello propostomi da Lorenzo Sassetti, vignaiolo, sommelier e public-relation-man dell’azienda di famiglia. E’ il Brunello Riserva, quanto di meglio offra la produzione familiare, 1997, quanto di meglio abbia offerto madre natura dagli albori del Brunello ad oggi. In degustazione la conferma l’hai non appena avvicini il calice al naso, e ne scopri l’intensità, la profondità, la complessità, la calibrata forza, accompagnate da un che di mistero che ti affascina… ma andiamo per ordine. Visivamente lo trovi limpido, di ottima ma non esagerata concentrazione, dal colore tendente al granato, dalle grassezza e consistenza piene. Al naso è come sopra anticipato, vi trovi un’atmosfera di sottobosco, di frutti scuri selvatici quali visciole e prugne selvatiche appena tendenti al confitto e sorvolate da soffio alcolico, poi violetta candita, tabacco in foglie umide, cuoio conciato, la botte, quella buona, in un contesto complesso, maestoso ed austero al tempo stesso. Al gusto è polposo e saporito, senti che si allarga vellutato ed invade il fondo della gola ed il retronaso, ne avverti la struttura tannica sostenuta e salda a conferma della grande potenzialità evolutiva, la giusta morbidezza ed il pronunciato nerbo acido, colonna portante. Ha finale interminabile e brunellesco, fruttato, confettato ed al tempo stesso gradevolmente acidulo, il classico dei classici. Un vino che onora il blasone della famiglia Sassetti e del vino simbolo di Montalcino, dopo averlo assaggiato capisci perché ovunque nel mondo sia andato a ruba e perché ce ne abbiano lasciato così poco. Servilo adesso o anche tra trent’anni, a 18-20°C, in calici ampi, alti ed insieme panciuti; lo apprezzerai ancor di più insieme a piatti strutturati di carni rosse cucinate, a selvaggina da pelo o da penna, ed a pecorini toscani stagionati.

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