Brunello di Montalcino Phenomena 1999

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 11/2012


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: SESTI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre i 50 euro


Giuseppe Maria ed Elisa Sesti hanno alle spalle 25 anni di esperienza, azienda da sempre a conduzione familiare che oggi dispone di poco più di 9 ettari vitati di proprietà. Giuseppe è un uomo dalla storia e dalla cultura non comuni, veneziano trapiantato a Montalcino, vignaiolo di grande talento, studioso di astronomia, agricoltura antica, cultura classica e medievale, autore di libri, persona dai mille interessi. E’ importante capire la visione della famiglia Sesti, il loro approccio alla viticoltura, l’avere da sempre creduto anche nel Rosso di Montalcino, un vino che per troppi è stato sempre visto solo come il classico prodotto di ricaduta, dove vanno a finire le uve non considerate all’altezza del Brunello. Per loro non è mai stato così, Elisa me lo ha ribadito domenica 4 novembre, durante l’evento “Sangiovese Purosangue”, che si è svolto a Roma, ma basta degustare il loro Rosso per rendersi conto che non sono solo parole. La differenza sostanziale è nel metodo di vinificazione e nell’affinamento, per ottenere un vino “alto” ma con meno anni di botte sulle spalle (generalmente 18 mesi), quindi più pronto ma con una classe indiscutibile (ricordo un recente assaggio del 2008 davvero notevole). Chi conosce quest’azienda sa che è in grado di offrire vini autentici, di territorio, profondi, capaci di lunga vita, ma figli anche del rapporto fra il luogo e lo spazio, rapporto che Giuseppe ha sempre considerato fondamentale, il rispetto delle fasi lunari in tutto il ciclo produttivo è profondamente sentito. Il Phenomena è la loro riserva, etichetta sempre diversa a seconda degli eventi astrali che si verificano ogni anno. Il 1999 è dedicato all’eclissi solare avvenuta l’11 agosto, sotto il segno del Leone; riassaggiato a sei anni dalla sua uscita dimostra di avere una stoffa eccellente e una tenuta assoluta. Colpisce subito per la grande freschezza, ancora integra e rassicurante, la cogli già al naso nei toni di frutta matura ma per nulla evoluta, aleggiano note di incenso, liquirizia, mallo di noce, una speziatura elegante, a tratti sopraggiungono sfumature salmastre. Al palato è pieno e avvolgente, trama morbida e setosa, di grande classe, con un tannino praticamente perfetto, un velo sapido accompagna il lungo, profondo finale. Un ringraziamento particolare ad Andrea Federici, che ha immortalato il vino durante l’evento, consentendomi di mostrarvi l’etichetta.

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