Rosso di Montalcino 2005

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2011


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: IL COLLE – Azienda Agraria
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Sempre di fretta. Troppe cose da fare, il tempo sembra non bastare mai! O forse sono io che sbaglio e non dovrei avventurarmi in imprese titaniche come modificare tutte le mappe delle doc e docg italiane. E’ un problema di carattere. Ogni volta è una specie di “azione ipnotica”, mi autoconvinco che sia un lavoro importante, fondamentale, e probabilmente lo è, ma per chi? Certamente potrei fare cose più piacevoli e salutari, non sono più un ragazzino, fra miopia e presbiopia è un continuo cambio di lenti e i miei occhi non hanno poi tutta questa voglia di immolarsi davanti ad un pc. Per fortuna esiste la “pausa pranzo”, o almeno io ho deciso che me la merito. Certo, pausa per modo di dire, visto che il pranzo me lo devo preparare io, ma non mi lamento: ho a disposizione prodotti biologici saporiti e nutrienti, pomodori pelati non “annacquati”, pasta integrale o comunque da farine bio, parmigiano bio invecchiato 30 mesi, aglio bio, olio extravergine di Susanna Crociani, forse non bio ma di qualità eccellente, carne presa da un macellaio di fiducia, erbe aromatiche prese dal mio giardino, rigorosamente bio, olive della Sabina strepitose, tenute sotto sale, quindi senza quel problema dell’aceto che vanifica qualsiasi accostamento etilico. Insomma, mi metto in cucina e “produco” il mio pranzo. Per il vino non ho problemi, posso scegliere fra numerose bottiglie: il mio occhio cade su un Rosso di Montalcino 2005 dell’azienda Il Colle, una delle mie preferite in assoluto. Caterina Carli è una vera vignaiola, non lesina energie per la propria terra, ci crede profondamente. E ha ragione, perché quel sangiovese da cui nascono questo Rosso ed il Brunello, è di grande lignaggio. Stappo la bottiglia bordolese con quell’ammirevole cavatappi con snodo che elimina qualsiasi rischio di rotture. No, non mi va proprio di descriverlo al solito modo, è semplicemente buonissimo, emozionante, profuma di cose buone, non c’è nulla fuori posto, parla di ciliegie mature e tabacco, di ginepro e menta, di sangue e cioccolato; ma quando ne bevi un sorso non puoi fare a meno di domandarti: come può questo Rosso di Montalcino mettere in riga numerosi e più blasonati Brunelli? Figlio di un’annata non osannata, ci dice che parla la lingua del piacere, ha un equilibrio invidiabile e un’ossatura che rassicura sulle sue capacità di tenuta all’inesorabile metronomo temporale. I meriti vanno sicuramente al rigore di Caterina, ai consigli che per anni il mitico Giulio “Bicchierino” Gambelli le ha dato, al sangiovese compreso e rispettato, alla terra di certe zone di Montalcino che può esaltare le caratteristiche di questo grande e non facile vitigno. Forse non è importante saperlo, ma il nettare che ancora per poco si tratterrà nel calice non smette di emozionarmi. E poi fuori c’è un sole meraviglioso, un’energia positiva che attraversa le pareti della mia casa portando i profumi del giardino, mentre Edward Simon (piano) e David Binney (sax) accompagnano questo appagante momento di pausa con le note di “Lifelong”, una loro composizione di rara e suggestiva bellezza, il cui titolo sembra davvero appropriato…

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