Brunello di Montalcino 2002

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2010


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: IL COLLE – Azienda Agraria
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Qualcuno mi darà del folle, probabilmente ha ragione, ma a volte trovo molto utile stressare un vino che già nasce sotto una stella non proprio splendente, almeno sulla carta. Parliamo della famigerata annata 2002, che ha visto molte aziende di diverse regioni rinunciare alla produzione dei loro vini di punta, altri provarci lo stesso, pochi riuscire a fare prodotti decorosi. Comunque uno di quegli anni che non passerà alla storia, per fortuna forse l’unico di questa decade, visto che la 2003 ha cotto un po’ di vini ma molti sono riusciti a proporre cose buone e in qualche caso egregie. Insomma, questo Brunello di Montalcino di Caterina Carli, la cui azienda si trova poco prima della rotatoria che, venendo da Torrenieri, indirizza a Buonconvento o a Montalcino centro, è stato abbandonato per quasi 3 anni al piano superiore della mia casa, dove d’estate la temperatura raggiunge senza fatica i 32 gradi, dato che sopra c’è solo il tetto. Nell’arco di questi anni ha subito differenze di temperatura di quasi 20 gradi, non escludo che almeno sul collo abbia preso anche un po’ di sole. Bene, non posso che inchinarmi di fronte ad una prova del genere che me lo mostra perfettamente in piedi, Giulio “bicchierino” Gambelli ne gioirà, visto che ha fornito per anni un valido supporto a questa piccola ma eccellente azienda ilcinese, con il suo naso prestigioso e la sua conoscenza del sangiovese semplicemente inarrivabile per chiunque. Sto qui a guardarlo nel calice, quasi basito, vedo un colore granato appena cedevole all’unghia e percepisco un profumo maturo ma incredibilmente bello e complesso, dove il tabacco regna sovrano, qui decisamente da sigaro, gioca con la liquirizia, con venature di prugna e ciliegia nera, non è affatto stanco di darsi, il profumo è aperto e intenso, più passa il tempo più nascono nuovi percorsi odorosi, di china ed erbe officinali, di polvere di cacao e inchiostro, humus, cenere e fiori macerati, selvaggina. L’assaggio poteva apparire critico, il punto dolente di questo sangiovese sorprendente, invece c’è una freschezza piena e incisiva, un tannino appena ruvido che testimonia l’annata non facile ma perfettamente integrato, un frutto carnoso e piacevolissimo, sapidità e solo a centro bocca percepisci qualche limite nella persistenza e sostanza, ma è davvero cosa di poco conto di fronte ad un vino che non è affatto arrivato al suo culmine espressivo, pur trattato in modo indecoroso… ma voluto. Bellissima esperienza, della quale non mi pento affatto, è stato un test utilissimo per capire la qualità del vigneto e la capacità di interpretarlo della produttrice. Brava Caterina!

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