Borc Dodon Uis Blancis 2012

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2016


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: friulano 55%, sauvignon 30%, pinot bianco 10%, verduzzo friulano 5%
Titolo alcolometrico: 14,5 %
Produttore: DENIS MONTANAR
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


La visione di Denis Montanar non nasce certo da mode od opportunismi commerciali, ma ha radici profonde e una ferrea convinzione che la natura vada rispettata e compresa; qualsiasi intervento umano può comportare squilibri all’ecosistema, ecco perché è importante evitare la monocoltura, nell’interesse dell’ambiente ma anche nel proprio, infatti è del tutto normale che se un territorio è coltivato solo ed esclusivamente con la vite, tutti gli esseri viventi, dai microrganismi agli insetti e agli animali, concentreranno la loro attenzione lì. In natura non esistono mai piante appartenenti alla stessa specie nello stesso territorio, ovvero in monocoltura, questo perché le piante formano delle associazioni vegetali da cui traggono reciproco vantaggio, e con loro gli insetti, i parassiti, gli organismi viventi del sottosuolo ecc. Denis ha destinato alcuni ettari di proprietà alla coltivazione di antiche varietà di frumento, mais e grano saraceno per la produzione di farine, e a rotazione avviene la coltivazione di erba medica per concimazioni organiche e girasoli per olio alimentare, soia, farro e frumento. Ma torniamo al vino, all’Uis Blancis 2012, ottenuto da tocai friulano, sauvignon, pinot bianco e verduzzo friulano: subisce una macerazione con gli acini interi in tino aperto per 6 giorni, la fermentazione si svolge con i lieviti indigeni, mentre la maturazione avviene in botti di rovere ungherese da 30 ettolitri e in tonneau francesi da 5 ettolitri. Il vino mostra un colore oro-ambrato con riflessi aranciati, il ventaglio odoroso verte su toni fruttati maturi e in parte esotici, dal mango alla mandorla, dagli agrumi al miele di castagno e di acacia, poi melone invernale, camomilla e rintocchi di smalto. La bocca viene pervasa da un fruttato pieno di energia, c’è freschezza e l’impressione di una materia articolata e non imbrigliabile, confinabile, è in continuo movimento e per questo degna di essere ripetutamente assaporata. Solo l’alcol sembra non riuscire ancora a fondersi completamente con il pregevole tessuto aromatico, ma c’è da dire che questa sensazione diminuisce con l’aumentare della temperatura del vino (è consigliabile degustarlo attorno ai 14 gradi).

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