Bolgheri Superiore Grattamacco 1997

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 06/2007


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: 60% cabernet sauvignon, 25% merlot, 15% sangiovese
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: GRATTAMACCO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Nel 1997 il Podere Grattamacco era ancora proprietà di Piermario Meletti Cavallari, ceduta poi alla Collemassari. Ancora una volta ho voluto verificare la tenuta di un grande rosso toscano di quell’annata che, più di ogni altra, ha subito un’influenza mediatica impressionante, provocando un rialzo dei prezzi vertiginoso. Questa volta si tratta di un assemblaggio di cabernet, merlot e sangiovese in parti leggermente variabili secondo l’annata, ma sempre con dominanza del cabernet e minoranza del sangiovese. Innanzitutto va detto che le uve del Grattamacco 1997 hanno subito la fermentazione con lieviti indigeni in tini tradizionali di rovere aperti da 8 ettolitri, di forma tronco-conica, mentre l’affinamento è stato effettuato per 12 mesi in barriques nuove per un terzo. Salvo sorprese ho aperto la bottiglia senza timore alcuno di ricevere delusioni, certo che il grande lavoro di vigna, rispettoso delle norme biologiche, e la misura negli interventi di cantina mi avrebbero restituito un vino “intelligente”, privo di approssimazioni e come sempre molto di territorio. Sì, perché qui il territorio si fa sentire, anche quando si fa uso di vitigni internazionali. In qualche modo ho sempre avuto la sensazione che la desinenza in “aia” non appartenesse a questo rosso in alcun modo, non solo nel nome, ma anche nel connubio fra la filosofia di Piermario e la vigna posta a 100 metri sul livello del mare ma protetta dai venti, composta di argille calcaree e miste a flysh calcareo marnoso. Senza annoiarvi con i soliti dati tecnici, gli aspetti che vi ho elencato sono già un punto di partenza per produrre grandi risultati, largamente dimostrati già dall’allora proprietario e perfettamente mantenuti nello stile anche oggi. Il Bolgheri Superiore Grattamacco 1997 mostra un bel colore rubino scuro con unghia granata, compatto ma non estremo. Il tenore espressivo che sfoggia accostandolo al naso non lascia dubbi sulla sua integrità, mostrando un corredo assolutamente piacevole e complesso, solo leggermente addolcito dal frutto maturo, mora, ciliegia nera e poca prugna; suggestive note speziate di cannella, cacao e liquirizia si fondono a richiami salmastri e di sottobosco, terra. Al palato ha grande morbidezza che nasconde la struttura non indifferente, tannino assolutamente fine e integrato con il frutto pieno e avvolgente, ancora ben sostenuto dall’acidità e da una delicata ma fondamentale vena sapida. Ottima la persistenza gustativa che ci riporta il frutto generoso ma anche una bella speziatura dolce. Da un vino rosso “quasi di pianura” non è certo facile ottenere un simile risultato.

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